Gioco
Il salto di Belli sul mondo: «Ora sogno le Olimpiadi»
di Luciano Della Bella
L’atleta livornese ricorda i tempi in cui lasciò il basket per il campo scuola L’allenatore Vece: «Siamo davanti al miglior saltatore in alto d’Italia»
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LIVORNO. Accompagnato dal suo allenatore e da mamma Sabrina, Giacomo Belli è appena tornato dai campionati studenteschi al campo scuola di via dei Pensieri che è diventata un po’ la sua seconda casa.
Il professor Vittorio Vece fa fatica a contenere la sua legittima soddisfazione e racconta con gli occhi entusiasti di questo ragazzo che rappresenta un’autentica eccellenza.
«Giacomo possiede grandi qualità, in prospettiva siamo di fronte al più grande atleta in Italia per la specialità del salto in alto», attacca. Poi Vece aggiunge: «Per la sua giovanissima età è fondamentale andarci piano con i carichi di lavoro, è necessario procedere con prudenza su un soggetto che in passato è stato tartassato da qualche infortunio di troppo».
Proprio per questo motivo Belli, portacolori della Libertas Runners, oggi si allena 5 volte alla settimana.
Tra l’altro al campo scuola c’è anche un problema legato al salto in alto. «Purtroppo - spiega Vece - attualmente abbiamo un problema non di poco, il saccone di caduta è praticamente fuori uso per l’utilizzo improprio che a volte ne viene fatto».
Accanto al professore, il saltatore amaranto ascolta felice, ma tiene i piedi a terra.
Che effetto le fa ritrovarsi da un giorno all’altro addirittura sul tetto del mondo per la categoria dopo avere saltato la misura di 2,18?
«Per il momento non me ne rendo conto, non mi sembra vero di essermi migliorato di 9 centimetri, forse sarà necessario aspettare qualche competizione a livello internazionale dove mi troverò a competere con atleti di assoluto valore».
Quale sarà l’impegno più importante per questa stagione?
«Senza dubbio i campionati europei juniores che si svolgeranno a Grosseto per i quali il limite di partecipazione era fissato a 2,12. Mentre i mondiali allievi sono purtroppo svaniti in quanto la federazione italiana ha deciso per ragioni di sicurezza di non partecipare a questo evento che si terrà in Kenia».
Ci racconti come è arrivato all’atletica.
«Fu Massimo Passoni a convincermi a lasciare il basket per una disciplina all’aria aperta, approdai alla Libertas Runners Livorno dove incontrai Mario Trainni che iniziò a seguirmi da esordiente».
E poi?
«Sotto le cure di Marina Lodovici debuttai nella categoria ragazzi saltando la misura di 1,40 ottenuta in quel di Piombino».
Una volta diplomato continuerà gli studi?
«Al momento penso di no, ora punto solo a diplomarmi. Poi vorrei dedicarmi a tempo pieno all’atletica e al salto in alto».
Il suo sogno nel cassetto?
«Punto a valicare la misura di 2,29 che mi permetterebbe di partecipare fra due anni alle olimpiadi di Tokyo».
Qualche aspirazione per entrare a far parte di qualche club importante?
«Se ci cercheranno, valuteremo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il professor Vittorio Vece fa fatica a contenere la sua legittima soddisfazione e racconta con gli occhi entusiasti di questo ragazzo che rappresenta un’autentica eccellenza.
«Giacomo possiede grandi qualità, in prospettiva siamo di fronte al più grande atleta in Italia per la specialità del salto in alto», attacca. Poi Vece aggiunge: «Per la sua giovanissima età è fondamentale andarci piano con i carichi di lavoro, è necessario procedere con prudenza su un soggetto che in passato è stato tartassato da qualche infortunio di troppo».
Proprio per questo motivo Belli, portacolori della Libertas Runners, oggi si allena 5 volte alla settimana.
Tra l’altro al campo scuola c’è anche un problema legato al salto in alto. «Purtroppo - spiega Vece - attualmente abbiamo un problema non di poco, il saccone di caduta è praticamente fuori uso per l’utilizzo improprio che a volte ne viene fatto».
Accanto al professore, il saltatore amaranto ascolta felice, ma tiene i piedi a terra.
Che effetto le fa ritrovarsi da un giorno all’altro addirittura sul tetto del mondo per la categoria dopo avere saltato la misura di 2,18?
«Per il momento non me ne rendo conto, non mi sembra vero di essermi migliorato di 9 centimetri, forse sarà necessario aspettare qualche competizione a livello internazionale dove mi troverò a competere con atleti di assoluto valore».
Quale sarà l’impegno più importante per questa stagione?
«Senza dubbio i campionati europei juniores che si svolgeranno a Grosseto per i quali il limite di partecipazione era fissato a 2,12. Mentre i mondiali allievi sono purtroppo svaniti in quanto la federazione italiana ha deciso per ragioni di sicurezza di non partecipare a questo evento che si terrà in Kenia».
Ci racconti come è arrivato all’atletica.
«Fu Massimo Passoni a convincermi a lasciare il basket per una disciplina all’aria aperta, approdai alla Libertas Runners Livorno dove incontrai Mario Trainni che iniziò a seguirmi da esordiente».
E poi?
«Sotto le cure di Marina Lodovici debuttai nella categoria ragazzi saltando la misura di 1,40 ottenuta in quel di Piombino».
Una volta diplomato continuerà gli studi?
«Al momento penso di no, ora punto solo a diplomarmi. Poi vorrei dedicarmi a tempo pieno all’atletica e al salto in alto».
Il suo sogno nel cassetto?
«Punto a valicare la misura di 2,29 che mi permetterebbe di partecipare fra due anni alle olimpiadi di Tokyo».
Qualche aspirazione per entrare a far parte di qualche club importante?
«Se ci cercheranno, valuteremo».
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