Il Tirreno

Livorno

Dell'Agnello contro Dell'Agnello, quando il derby è un affare di famiglia

di Francesco Parducci
Dell'Agnello contro Dell'Agnello, quando il derby è un affare di famiglia

Livorno, Tommaso (Pielle) contro Giacomo (Libertas). «Per 40’ non ti conosco». «Ti stoppo e ti urlo in faccia» 

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LIVORNO.  Di carattere sono piuttosto diversi: estroverso, istrionico, non a caso apprezzatissimo animatore nei villaggi turistici il maggiore. Più riservato anche se non timido il minore. Eppure il loro affiatamento è già leggendario nel mondo del basket livornese. «Sono come una cosa sola», ama ripetere il loro babbo, il grande Sandro. Per uno strano gioco del destino e per tutta una serie di incroci da domenica saranno protagonisti della serie più coinvolgente del basket cittadino da tanti anni a questa parte. Anzi, l’unico “scozzo” fra Pielle e Libertas che abbia messo in palio una promozione. Il problema è che Tommaso (in maglia Pielle) e Giacomo (in maglia Libertas) Dell’Agnello, una specie di Dioscuri nella vita di tutti i giorni, giocano l’uno di qua e l’altro di là e far finta di nulla, anche fra di loro, non sarà uno scherzo.

Scopriamo insieme questi due giocatori, questi due ragazzi, questi due fratelli. In una sorta di doppia intervista. Stessa domanda per entrambi e un solo obbligo: non si può svicolare dalla domanda. Due derby in stagione ci sono già stati, anche quelli abbastanza importanti.

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La sera a casa cosa vi siete detti?
Tommaso. «Niente, perché in entrambi i casi il perdente è sparito»
Giacomo. «Uno a uno. La bella la facciamo in finale».

Giocare con il vostro cognome è mai stato difficile?
Tommaso. «Per me mai, anche per merito di babbo che non mi ha mai chiesto di diventare un Dell’Agnello2».
Giacomo. «Agli inizi un po’ sì. Da piccolo ero scarso e a volte ho sentito dire “guarda luilì, e pensare che è figlio di Sandro” Poi è passata».

Ma questa volta sarà o no un po’ più pesante giocare contro?
Tommaso. «Aumenta la dose degli sfottò...»
Giacomo. «Io sono tranquillo».

Cosa vi invidiate di più tecnicamente, l’uno dell’altro?
T. «Tutto»
G. «La mano sinistra»

E non tecnicamente?
T. «Il tutore al braccio».
G.«La fame. Tommaso Ha sempre fame di vincere».

Siete mai stati gelosi fra di voi?
T. «No. I fratelli maggiori o sono gelosi o sviluppano un senso di protezione nei confronti del minore. Per me è stata la seconda».
G. «Io da piccolo un po’ si. Vedevo che gli erano permesse delle cose che a me non lo erano e pensavo che fosse lui il figlio prediletto. Ovviamente non era così».

Dormite nella stessa camera?
T. «Fino a poco tempo fa sì, ora io sono andato a abitare da solo»
G. «Infatti ora c’è più silenzio».

Seriamente, avevate mai ipotizzato, nemmeno parlando fra di voi, una finale del genere?
T. «Fino a quando loro non hanno eliminato Lucca no. Non me l’aspettavo, per me Lucca era la vera favorita di questi playoff».
G. «Mai, fino all’ultimo giorno».

E invece ora ci siete. Ma quante partite ci vorranno per decidere la promozione?
T. «Decidete voi, ma fatemi vincere questo campionato».
G. «Azzardo, si va a gara5».

Giocate in ruoli diversi, quindi il contatto ravvicinato non dovrebbe esserci. Ma se ci fosse?
T. «Per 40’ io non lo conosco»
G. «Lo stoppo e gli faccio anche l’urlo in faccia».

Vostro padre vi ha mai parlato, quando eravate piccoli, dei derby che aveva giocato lui?
T. «No, che io ricordi»
G. «Pochissimo».

Lo sapete che per un’eventuale gara5 potrebbero esserci anche 3. 000 persone a vedervi? Qual è la prima cosa che vi viene in mente?

T. «30, 300 o 3. 000 ma, ripeto, fatemi vincere questo campionato».
G. «Un evento del genere, al di là di chi vinca, farà solo del bene al basket di casa nostra».

La serie, ovviamente, sarà seguita anche dai vostri genitori. Come faranno a non parteggiare, anche poco poco, per una squadra o per l’altra? Nel basket è praticamente impossibile...
T. «Penso che i nostri genitori saranno quelli con meno pressione addosso di tutti. Comunque vada, un figlio in serie B nella prossima stagione ci sarà».
G. «Concordo».

È vero che in estate nessuno osa sfidarvi due contro due nei play-ground?
T. «Tutto vero, e nei loro panni farei altrettanto».
G. «Confermo. E quando si gioca tre contro tre rinforziamo la squadra con babbo. Insomma, siamo fortini...».

Però sul web si è letto di una possibile sfida fra lui e Stefano Fantoni contro voi due...
T. «Ce ne sarà anche per loro».
G. «Vengano pure, babbo lo marco io».


Chi ha più fortuna con le ragazze?
T. «Non mi interessa. Io sono già impegnato...».
G. «Comunque, io». A questo punto Tommaso si gira e lo guarda torvo (ndr)
 

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