Il Tirreno

Livorno

Doppia promozione e un campo-bunker Benvenuti a Francavilla 

di Fabrizio Pucci
Doppia promozione e un campo-bunker Benvenuti a Francavilla 

Stadio da 2000 posti, sintetico usurato, Faisca è la stella Durissime accuse del Fondi: «È una vergogna giocare lì»

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LIVORNO. La prima questione da dirimere, di questo ottavo di finale di playoff, è di natura geografica: domenica il Livorno gioca a Francavilla Fontana, cittadina di 36000 abitanti in provincia di Brindisi e non a Francavilla al Mare che invece è in Abruzzo, in provincia di Chieti e contro la quale ci siamo già incontrati nei primi anni Ottanta in C1. Si va quindi a casa di Daniele Vantaggiato con la speranza di espugnare il piccolo stadio intitolato a Papa Giovanni Paolo II. Francavilla Fontana è denominata la “città degli imperiali” in onore della omonima famiglia che nei tra il 1600 e i primi dell’800 la governarono così bene fino a farla diventare capoluogo del suo comprensorio.
LA VIRTUS FRANCAVILLA. Fin qui le notazioni storiche. Il pallone però è un’altra cosa e la vita della società attuale è molto breve perché inizia nel 2014 dalla fusione tra le due squadre cittadine che militavano nel campionato di Eccellenza: la Virtus Francavilla propriamente detta e il Francavilla Calcio. Mai sinergia fu più felice perché in tre anni i biancoazzurri hanno conquistato successi in serie con due promozioni consecutive che hanno portato quest’anno al debutto tra i professionisti. E anche in questo caso il risultato è stato storico: qualificazione al secondo turno dei playoff.
LO STADIO. Domenica si gioca nell’impianto che – come anticipato – è stato intitolato a papa Wojtyla. Si tratta di un piccolo stadio dalla capienza aumentata la scorsa estate dopo la promozione in Lega Pro fino al raggiungimento dei 2000 posti. Pochi. Pochissimi. Le guide dicono che il settore ospiti può contenere fino a 500 tifosi. Di certo l’ambiente sarà molto caldo anche in considerazione del fatto che le dimensioni del rettangolo di gioco sono ristrette. Non ci sono curve e gli ultras locali si radunano tutti in una piccola gradinata.
QUEL SINTETICO. Il terreno di gioco è in erba sintetica, ma attenzione non si tratta di un ‘verde’ di ultima generazione. Secondo chi ci ha giocato assomiglia molto da vicino a uno zerbino. La conferma è arrivata da Sandro Pochesci, tecnico del Fondi, eliminato domenica dal Francavilla: «Abbiamo provato a giocare su un campo inguardabile che è il peggiore della Lega Pro. È una vergogna che la Lega Pro consenta di giocare su un terreno come quello. Come si fa a giocare su un sintetico del genere?».
LA SQUADRA. L’allenatore è Nicola Antonio Calabro, 40 anni di Melendugno, lo stesso paese che dette i natali al compianto terzino amaranto Armando Rizzo. È l’uomo della doppia promozione ed è fedelissimo al suo 3-5-2.
I giocatori più importanti sono i difensori Abruzzese (lo ricordiamo nel Grosseto in semifinale playoff per la A nel 2009), e Faisca, il portoghese classe 1980 con oltre 200 presenze in B. Attenzione al piccolo attaccante Abate – ex Brescia – e all’altra punta, il francese Nzola, proveniente dal vivaio Fiorentina.

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