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Livorno

gonnelli suona la carica 

«Siamo il Livorno, tutti devono temerci»

«Siamo il Livorno, tutti devono temerci»

LIVORNO. Questione di mentalità. I ragazzi di Claudio Foscarini escono dallo spogliatoio visibilmente soddisfatti ma con lo sguardo fisso verso l'orizzonte. La prima battaglia è vinta ed è giusto...

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LIVORNO. Questione di mentalità. I ragazzi di Claudio Foscarini escono dallo spogliatoio visibilmente soddisfatti ma con lo sguardo fisso verso l'orizzonte. La prima battaglia è vinta ed è giusto esultare. Ma guai a lasciarsi andare al troppo entusiasmo perché la guerra è ancora lunghissima. E così i veterani Lambrughi e Mazzoni vanno a diritto verso l'uscita senza passare dai microfoni. Un saluto ai giornalisti, qualche occhiolino e via. Stesso discorso per quasi tutta la squadra. «Sto bene, sono felice» si lascia sfuggire Manuel Giandonato, uno che sa di essere diventato una pedina fondamentale per questo gruppo. Un po' peggio, invece, è uscito Marchi che è rimasto in campo stoicamente ma che si è fratturato il mignolo della mano sinistra ed è uscito dal Picchi con una fasciatura. È Gonnelli il primo a fermarsi per parlare. «Era importante passare questo turno – spiega il livornese – perché come abbiamo visto, diversi squadroni sono usciti. I playoff sono un campionato a sé e può succedere di tutto. Non volevamo accontentarci del pareggio e abbiamo giocato per vincere. Nella ripresa abbiamo un po' sofferto perché il Renate ha aumentato il ritmo. Siamo stati bravi a reagire e a portare a casa il risultato». Il pensiero è già al futuro. «A noi non interessa quali saranno i nostri avversari. Siamo il Livorno e sono gli altri che devono temerci. Sono felice di essere entrato e aver giocato per tutti i 90 minuti dopo tanto tempo, vuol dire che il mister ha fiducia in me». Ha parlato anche Piergiuseppe Maritato, «baldo e fiero» per aver segnato il gol che ha aperto le danze: «Non era facile, nonostante i 2 risultati utili su 3. Perciò sono felice di aver sbloccato la partita. Siamo stati tutti bravi. Il cambio? Ho preso una botta che mi limitava. Ma sto già benissimo, sono pronto per le prossime».
(n.c.)

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