Gioco
Livorno, autostrada per la B: Renate primo casello
Via ai playoff, Livorno avanti pure col pari al 90’. Dubbi in difesa. Dalle 16,20 la nostra diretta multimediale
LIVORNO. Eccola la partita senza appello, senza domani. Dentro o fuori. Chi perde esce. E poco importa se il Livorno oggi dispone di due risultati su tre sulla distanza di 90 minuti – in caso di pareggio non ci sono tempi supplementari e a casa va il Renate – perché questa sfida di playoff è un maledetto trabocchetto. D’altronde questa è la peculiarità delle partite secche. Prendere o lasciare. In questi 90’ i valori rischiano maledettamente di livellarsi e la pressione – com’è normale che sia – è tutta sul Livorno. Mettetevi nei panni del Renate. Anzi. Di tutta Renate, 4.094 abitanti che se oggi dovessero arrivare dal primo all’ultimo – nonni e lattanti compresi – non riempirebbero nemmeno la gradinata. Per loro, la partita di oggi non è quella dell’anno. Non è quella del secolo, ma quella della storia. Più o meno come la nostra al Montjuic di Barcellona nel 2007 in Coppa Uefa.
MASSIMO RISPETTO. Questo significa che i nerazzurri di Foschi vengono qui con l’aria scanzonata e divertita di chi vuol fare lo sgambetto alla squadra più blasonata del girone. Non hanno nulla da perdere e mal che vada per loro sarà stato un successo. Messa così sembra che questa sia la classica sfida tra Davide e Golia. Può darsi, ma non renderebbe merito al bel lavoro fatto durante tutto l’anno dai brianzoli che per larghi tratti hanno praticato un calcio bello e redditizio. Il Renate ha dei valori e non conta proprio nulla che il loro centrocampista più interessante sia Scaccabarozzi e non abbia un cognome esotico, oppure che c’è da tenere d’occhio la punta Adriano Marzeglia, generalità da impiegato del catasto, fisico tozzo ma combattente vero.
Le “Pantere” meritano rispetto perché se lo sono conquistato sul campo durante il campionato. Non è un caso che nelle due sfide della stagione regolare con il Renate, il Livorno abbia vinto senza troppo merito all’Ardenza – rigore generoso trasformato da Maritato – e non abbia cavato un ragno dal buco (0-0) a Meda. Insomma, oggi per vincere – sia chiaro – servirà il miglior Livorno.
AMARANTO SUL SICURO. Il miglior Livorno vuol dire una squadra tosta, determinata e matura che non si culli sull’alloro dei due risultati su tre a disposizione. Se c’è una cosa che non va fatta oggi è avere il braccino del tennista o fare calcoli. C’è da andare in campo, lottare come sempre e giocare da Livorno.
Foscarini si affiderà al 4-3-1-2 nel quale l’unico ballottaggio è in difesa tra Benassi e Gonnelli con l’ex Parma favorito. Per il resto conferma per Giandonato nel ruolo di mezzala e Venitucci dietro le punte Maritato e Vantaggiato. Inutile sottolineare che il Toro è chiamato a fare la differenza dopo un anno trascorso per tre quarti in infermeria e per il resto a prepararsi proprio per questo tipo di partite.
IL TABELLONE. Doveva aver mangiato molto pesante, l’uomo dalla mente così perversa da essersi inventato l’assurda formula dei playoff. Una su 28 ce la fa. In termini matematici ogni squadra partecipante ha il 3, 57% di probabilità di andare in serie B. C’è posto per tutti. Dal Renate, entrato all’ultimo tuffo, all’Alessandria che all’ultimo tuffo il campionato l’ha perso. Dal Catania, undicesimo nel girone C, alla Paganese.
Il tabellone del Livorno potrebbe – condizionale obbligatorio – essere morbido. Se si batte il Renate si affronta la vincente di Francavilla-Fondi. Insomma, si può fare, almeno fino ai quarti. Ricordate l’Italia di Lippi nel 2006? Tabellone agile (Australia agli ottavi, Ucraina ai quarti) prima del gran finale con Germania e Francia. Forza Livorno. Provaci anche tu a vincere il tuo piccolo Mondiale.
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