La protesta
«Caro Lorenzino, stavolta ti batto»
La lettera di Ciccio Valenti al figlio che gioca nelle giovanili del Renate
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livorno. Tra le mille squadre dell’hinterland milanese, Lorenzino proprio nel Renate dove giocare? Lorenzino è il figlio di Ciccio Valenti, volto storico della tv, garanzia di comicità e, sopratutto, grande tifoso del Livorno.
E così Ciccio Valenti ha scritto per noi una letterina al figlio. Tutta da leggere e da gustare.
CARO LORENZO... “Vedi Lorenzino tesoro mio, tu hai dieci anni e giochi nei pulcini del Renate. Ma papà è nato a Villa Tirrenia in via Montebello a Livorno. Io vengo sempre volentieri a vederti. Tifo per te, per i tuoi compagni e per quelle vostre magliette. Adoro l’entusiasmo che ci mettete e conosco bene la Vostra società, piccola ma molto orgogliosa. Ma papà è nato con il sangue amaranto. Se mi ciuccio un dito, sento il salmastro nel palato. I tuoi nonni sono stati splendidi ma c’è solo una cosa che non riuscirò mai a perdonare loro totalmente. A sei mesi mi hanno impacchettato e portato dall’altra parte della Cisa. È vero sono cinquanta anni che da giugno a ottobre giro in bermuda sul lungomare di Castiglioncello. Ma non è la stessa cosa che svegliarsi la mattina tutti i giorni e guardare la terrazza Mascagni. Io parlo livornese solo quando dico le parolacce. Perché lì i freni mi cadono. Mi sono caduti a Reggio Emilia con la Maceratese con il Treviso nel 2002 e a Piacenza quando Cristiano si trombò la maglia della serie A. Abbracciavo tutti. Avessi beccato una puppa. Nulla, trovavo solo capocce pelate. Quindi amore mio iniziano i play off. Ti amerò per tutta la vita ma fino a metà giugno non mi chiedere più per chi tiferò. Io ho tatuato sulla schiena “w la Protta “e 0586 nel mio cuore. Per sempre tuo papà Ciccio”.
LA STORIA DI CICCIO E LORENZINO. Insomma, per Giacomo, la prima partita senza appello, ha un sapore del tutto particolare. I playoff sono una bestia proprio brutta perché possono mettere l’uno di fronte all’altro – con l’immenso amore di sempre – anche un padre e un figlio. Se l’istinto di Ciccio Valenti avesse un colore, sarebbe amaranto. La ragione invece è nerazzurra con la sua amata Inter che però quest’anno gli ha riservato solo amarezze.
ISTRUZIONI PER L’USO. Ormai però il dado è tratto. Così Giacomo Valenti ha scritto un’Bignami’della livornesità al piccolo Lorenzo.
Con tratto lieve, di una ironia struggente e fino quasi lacerante, “Ciccio” ha scritto questa lettera d’amore al “bimbo” e alla sua città. Leggetela con attenzione. Sorridete. Anzi ridete – perché abbracciare “teste pelate anziché una puppa” non può non far ridere, ma riflettete e commuovetevi pure nel leggere l’amore di un padre per il proprio bambino e per la città di origine.
Livorno ti entra nel sangue e puoi anche viverci un giorno all’anno, ma sei ci sei nato, non puoi affrancartene mai. E come il piccolo-grande Lorenzino è figlio di Giacomo Valenti, Giacomo Valenti è figlio della nostra Livorno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
E così Ciccio Valenti ha scritto per noi una letterina al figlio. Tutta da leggere e da gustare.
CARO LORENZO... “Vedi Lorenzino tesoro mio, tu hai dieci anni e giochi nei pulcini del Renate. Ma papà è nato a Villa Tirrenia in via Montebello a Livorno. Io vengo sempre volentieri a vederti. Tifo per te, per i tuoi compagni e per quelle vostre magliette. Adoro l’entusiasmo che ci mettete e conosco bene la Vostra società, piccola ma molto orgogliosa. Ma papà è nato con il sangue amaranto. Se mi ciuccio un dito, sento il salmastro nel palato. I tuoi nonni sono stati splendidi ma c’è solo una cosa che non riuscirò mai a perdonare loro totalmente. A sei mesi mi hanno impacchettato e portato dall’altra parte della Cisa. È vero sono cinquanta anni che da giugno a ottobre giro in bermuda sul lungomare di Castiglioncello. Ma non è la stessa cosa che svegliarsi la mattina tutti i giorni e guardare la terrazza Mascagni. Io parlo livornese solo quando dico le parolacce. Perché lì i freni mi cadono. Mi sono caduti a Reggio Emilia con la Maceratese con il Treviso nel 2002 e a Piacenza quando Cristiano si trombò la maglia della serie A. Abbracciavo tutti. Avessi beccato una puppa. Nulla, trovavo solo capocce pelate. Quindi amore mio iniziano i play off. Ti amerò per tutta la vita ma fino a metà giugno non mi chiedere più per chi tiferò. Io ho tatuato sulla schiena “w la Protta “e 0586 nel mio cuore. Per sempre tuo papà Ciccio”.
LA STORIA DI CICCIO E LORENZINO. Insomma, per Giacomo, la prima partita senza appello, ha un sapore del tutto particolare. I playoff sono una bestia proprio brutta perché possono mettere l’uno di fronte all’altro – con l’immenso amore di sempre – anche un padre e un figlio. Se l’istinto di Ciccio Valenti avesse un colore, sarebbe amaranto. La ragione invece è nerazzurra con la sua amata Inter che però quest’anno gli ha riservato solo amarezze.
ISTRUZIONI PER L’USO. Ormai però il dado è tratto. Così Giacomo Valenti ha scritto un’Bignami’della livornesità al piccolo Lorenzo.
Con tratto lieve, di una ironia struggente e fino quasi lacerante, “Ciccio” ha scritto questa lettera d’amore al “bimbo” e alla sua città. Leggetela con attenzione. Sorridete. Anzi ridete – perché abbracciare “teste pelate anziché una puppa” non può non far ridere, ma riflettete e commuovetevi pure nel leggere l’amore di un padre per il proprio bambino e per la città di origine.
Livorno ti entra nel sangue e puoi anche viverci un giorno all’anno, ma sei ci sei nato, non puoi affrancartene mai. E come il piccolo-grande Lorenzino è figlio di Giacomo Valenti, Giacomo Valenti è figlio della nostra Livorno.
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