Gioco
«Una vittoria e tre gol dedicati a Cacciò»
LIVORNO. «Christian mi ha dato la fascia e mi ha chiesto di segnare 2 gol per arrivare in doppia cifra. Ne ho fatti 3 e sono tutti per lui». A distanza di quattro giorni, Francesco Neri, il giovane...
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LIVORNO. «Christian mi ha dato la fascia e mi ha chiesto di segnare 2 gol per arrivare in doppia cifra. Ne ho fatti 3 e sono tutti per lui». A distanza di quattro giorni, Francesco Neri, il giovane bomber del Picchi, ha ancora la voce tremolante per la commozione. La scomparsa di Silvia Bonistallli, mamma del capitano Cacciò, infatti, ha sconvolto tutto lo spogliatoio. Domenica i ragazzi di Nicola Sena non avrebbero neanche voluto giocare, ma il Manciano si è rifiutato di rinviare il match e così gli amaranto sono stati costretti a scendere in campo.
«Abbiamo saputo della scomparsa della mamma di Christian Cacciò venerdì. Ci siamo ritrovati al campo nel primo pomeriggio e l'atmosfera era surreale, eravamo tutti sotto shock. Abbiamo chiesto al Manciano di non giocare, perché tanto la partita non contava nulla visto che i play off non si fanno. Ma loro ci hanno detto di no. Perciò, senza esserci allenati per due giorni, ci siamo presentati in campo con l'unico obiettivo di onorare la madre del nostro capitano».
Prima di partire per la trasferta, Cacciò e Neri si sono incontrati e l'attaccante ha ricevuto un incarico inaspettato. «Mi ha chiesto di regalargli la vittoria e di segnare due gol per arrivare in doppia cifra, visto che l'anno scorso ero arrivato a 9. Inoltre mi ha consegnato anche la sua fascia di capitano, nonostante io non sia il più anziano del gruppo. È stato un gesto che mi ha riempito il cuore di orgoglio e che mi ha fatto giocare con ancor più grinta».
In campo la partita è stata altalenante. Dopo i due gol di Neri, infatti, i padroni di casa hanno prima accorciato le distanze e poi pareggiato i conti. Ma è stato proprio in quel momento che è uscito fuori tutto l'orgoglio degli amaranto. «Alla fine abbiamo vinto 4-2, abbiamo dedicato il successo a Christian e io ho fatto tre gol. Avevamo fatto le magliette apposta per lui e negli spogliatoi il coro che cantiamo dopo ogni vittoria lo abbiamo fatto per il nostro capitano. È stato emozionante».
Nicolò Cecioni
«Abbiamo saputo della scomparsa della mamma di Christian Cacciò venerdì. Ci siamo ritrovati al campo nel primo pomeriggio e l'atmosfera era surreale, eravamo tutti sotto shock. Abbiamo chiesto al Manciano di non giocare, perché tanto la partita non contava nulla visto che i play off non si fanno. Ma loro ci hanno detto di no. Perciò, senza esserci allenati per due giorni, ci siamo presentati in campo con l'unico obiettivo di onorare la madre del nostro capitano».
Prima di partire per la trasferta, Cacciò e Neri si sono incontrati e l'attaccante ha ricevuto un incarico inaspettato. «Mi ha chiesto di regalargli la vittoria e di segnare due gol per arrivare in doppia cifra, visto che l'anno scorso ero arrivato a 9. Inoltre mi ha consegnato anche la sua fascia di capitano, nonostante io non sia il più anziano del gruppo. È stato un gesto che mi ha riempito il cuore di orgoglio e che mi ha fatto giocare con ancor più grinta».
In campo la partita è stata altalenante. Dopo i due gol di Neri, infatti, i padroni di casa hanno prima accorciato le distanze e poi pareggiato i conti. Ma è stato proprio in quel momento che è uscito fuori tutto l'orgoglio degli amaranto. «Alla fine abbiamo vinto 4-2, abbiamo dedicato il successo a Christian e io ho fatto tre gol. Avevamo fatto le magliette apposta per lui e negli spogliatoi il coro che cantiamo dopo ogni vittoria lo abbiamo fatto per il nostro capitano. È stato emozionante».
Nicolò Cecioni
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