Toscana
«Vorrei evitare la Giana»
di Andrea Masini
Foscarini chiede un’altra vittoria e annuncia il ritorno di Gonnelli: «È pronto»
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LIVORNO. Dopo la Cremonese, nel mirino di Claudio Foscarini è finita la Pistoiese: il mister del Livorno non fa giri di parole e chiede tre punti anche dalla trasferta di Pistoia: «Sarebbero importanti per suggellare un buon campionato. E poi ogni partita fornisce indizi per gli impegni che ci aspettano…».
Profilo basso, mai una parola fuori posto. Questo è Foscarini. Un allenatore che, in carriera, ne ha viste di cotte e di crude e che crede fermamente nelle potenzialità di questo Livorno.
Mister, che effetto le fa vedere Cremonese e Alessandria giocarsi la promozione diretta in Serie B?
«Un po’ mi da fastidio, perché con un pizzico di fortuna in più avremmo lottato fino in fondo anche noi. Ad agosto ho sposato il progetto del Livorno con un obiettivo ben preciso, ma purtroppo poi la stagione ci ha messo di fronte diverse problematiche. Detto questo, ogni esperienza ti arricchisce sotto molteplici aspetti, sportivi e umani, e questa scelta la rifarei altre mille volte».
Il Livorno si presenterà a Pistoia con quattro diffidati: Murillo, Mazzoni, Gonnelli, e Venitucci. Rischioso farli giocare con il playoff alle porte?
«Ovviamente qualche riflessione andrà fatta: Vono, ad esempio, è un ragazzo spettacolare, un professionista che si è sempre comportato in maniera eccellente e che, dunque, meriterebbe una gratificazione. Potrebbe essere pure la partita di Calil, perché ogni membro della rosa d’ora in poi potrà risultare importante».
In settimana si è rivisto Gonnelli. E al 100%?
«È recuperato al cento per cento, e andrà in panchina».
Lambrughi le sembra un po’ meno brillante rispetto ad inizio torneo?
«No, affatto. E vi spiego il motivo: prima dell’infortunio giocavamo a 3 e Alessandro aveva licenza di spingere, mentre adesso a 4 magari gli chiedo un po’ più di copertura».
Al primo turno, quale avversario preferirebbe evitare?
«Così su due piedi direi il Giana Erminio perché è una squadra tattica, spigolosa, che giocherà i playoff senza alcuna pressione».
E successivamente, chi vede favorito?
«Padova e Catania sono due piazze storiche, un po’ come il Livorno. Squadre che dovranno gestire la pressione di provare a vincere i playoff».
Sulla destra predilige Toninelli o Galli?
«Dario è un uomo d’ordine, sta attraversando un buon momento e infatti contro la Cremonese è stato uno dei migliori. Galli – invece – garantisce più spinta e qualità nei cross. Due profili diversi, ma al contempo preziosi».
Quanto è importante la presenza di Luca Mazzoni all’interno dello spogliatoio?
«È un ragazzo schietto – a volte anche troppo (ride, ndr) – e sincero, in campo e fuori dal campo. Un livornese autentico. E a me giocatori simili, piacciono».
Profilo basso, mai una parola fuori posto. Questo è Foscarini. Un allenatore che, in carriera, ne ha viste di cotte e di crude e che crede fermamente nelle potenzialità di questo Livorno.
Mister, che effetto le fa vedere Cremonese e Alessandria giocarsi la promozione diretta in Serie B?
«Un po’ mi da fastidio, perché con un pizzico di fortuna in più avremmo lottato fino in fondo anche noi. Ad agosto ho sposato il progetto del Livorno con un obiettivo ben preciso, ma purtroppo poi la stagione ci ha messo di fronte diverse problematiche. Detto questo, ogni esperienza ti arricchisce sotto molteplici aspetti, sportivi e umani, e questa scelta la rifarei altre mille volte».
Il Livorno si presenterà a Pistoia con quattro diffidati: Murillo, Mazzoni, Gonnelli, e Venitucci. Rischioso farli giocare con il playoff alle porte?
«Ovviamente qualche riflessione andrà fatta: Vono, ad esempio, è un ragazzo spettacolare, un professionista che si è sempre comportato in maniera eccellente e che, dunque, meriterebbe una gratificazione. Potrebbe essere pure la partita di Calil, perché ogni membro della rosa d’ora in poi potrà risultare importante».
In settimana si è rivisto Gonnelli. E al 100%?
«È recuperato al cento per cento, e andrà in panchina».
Lambrughi le sembra un po’ meno brillante rispetto ad inizio torneo?
«No, affatto. E vi spiego il motivo: prima dell’infortunio giocavamo a 3 e Alessandro aveva licenza di spingere, mentre adesso a 4 magari gli chiedo un po’ più di copertura».
Al primo turno, quale avversario preferirebbe evitare?
«Così su due piedi direi il Giana Erminio perché è una squadra tattica, spigolosa, che giocherà i playoff senza alcuna pressione».
E successivamente, chi vede favorito?
«Padova e Catania sono due piazze storiche, un po’ come il Livorno. Squadre che dovranno gestire la pressione di provare a vincere i playoff».
Sulla destra predilige Toninelli o Galli?
«Dario è un uomo d’ordine, sta attraversando un buon momento e infatti contro la Cremonese è stato uno dei migliori. Galli – invece – garantisce più spinta e qualità nei cross. Due profili diversi, ma al contempo preziosi».
Quanto è importante la presenza di Luca Mazzoni all’interno dello spogliatoio?
«È un ragazzo schietto – a volte anche troppo (ride, ndr) – e sincero, in campo e fuori dal campo. Un livornese autentico. E a me giocatori simili, piacciono».
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