Il Tirreno

Livorno

Livorno calcio

Ceravolo annuncia: «Lascio il Livorno»

di Fabrizio Pucci
Ceravolo annuncia: «Lascio il Livorno»

A fine stagione la separazione tra il direttore sportivo e la società amaranto

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. A fine stagione lascerà il Livorno. Ha lavorato tanto e bene. Lo ha fatto con un budget risicato, ma alla fine, nonostante le poche palanche messe a disposizione dal presidente Spinelli, il direttore sportivo Franco Ceravolo era riuscito a costruire una squadra forte. Al punto che se non ci fosse stata quella messe di infortuni, con tutta probabilità oggi il Livorno sarebbe già in serie B: primo in classifica con Cremonese e Alessandria – costruite con fior di milioni – dietro gli amaranto. Ceravolo è umile, si schermisce, ma è orgoglioso del campionato messo insieme dai suoi ragazzi. E non è ancora finita: «Davanti abbiamo i playoff. E ce li giocheremo. Con la squadra c’è un patto d’acciaio: i ragazzi faranno di tutto per arrivare fino in fondo e regalare un sogno alla città e ai tifosi. Per me, poi, sarebbe la seconda promozione in amaranto dopo quella del 2009. Sono convinto che possiamo dire la nostra».

INIZIO TRIBOLATO. Il ds riavvolge il nastro di questi lunghi mesi nei quali è stato pure in bilico perché quando le cose non andavano bene lui, veniva ritenuto da tutto l’ambiente (presidente, parte dei tifosi) il responsabile degli insuccessi. Lui però è zero polemico: «Voi del Tirreno – dice – siete testimoni: io in questa squadra ho sempre creduto. Ve l’ho ripetuto in tante interviste. L’ho sostenuta e difesa anche nel momento peggiore quando navigava a metà classifica. Sapevo che questi ragazzi ci avrebbero regalato soddisfazioni e avrebbero risalito la china. I fatti mi hanno dato ragione».

LA COSTRUZIONE DI UN AMORE. Ivano Fossati non è tifoso del Livorno, ma il titolo di uno dei suoi capolavori si sposa bene col lavoro di Ceravolo e il feeling che si è creato tra i giocatori: «Ho costruito il Livorno partendo dai punti fermi: giocatori importanti per la B e ottimi per la Lega Pro. La mia filosofia è chiara. I campionati si vincono mettendo in campo architetti e ingegneri (giocatori di alto livello), ma pure con i muratori. Ecco. Io ho scelto di prendere giocatori sconosciuti ai più, ma non a me e reduci da stagioni non brillanti. Gente che aveva voglia di rivincita, il desiderio di dimostrare il proprio valore. Ecco che abbiamo creato un’alchimia vincente».
Ceravolo parla più da tifoso che da dirigente: «Anche grazie all’ottimo lavoro di Foscarini è stato creato un gruppo solido, affiatato. I ragazzi si vogliono bene. Condividono anche il tempo libero. Vi pare poco? Questa è la formula vincente. Con questo piglio andiamo a fare i playoff».

SODDISFAZIONE E RIMPIANTO. Portafogli semivuoto, ma acquisti mirati. Ottimi nel rapporto qualità prezzo: Maritato è uno di questi. Il direttore preferisce non far nomi: «Ho cercato prima uomini veri e poi giocatori. La riprova? La professionalità mostrata sabato scorso con Cremonese: i ragazzi hanno fatto un partitone. A proposito. Avete visto? Loro erano motivatissimi eppure li abbiamo battuti. Significa che abbiamo cifra tecnica elevata e carattere». Inevitabile parlare di ciò che non è stato: «Si riferisce alla maledetta Livorno-Como? Mette sale su una ferita ancora aperta. Sono convinto che se non ci viene addosso quell’uragano, possiamo arrivare primi. Cellini era fondamentale perché i ragazzi sapevano che lui la buttava sempre dentro. Avevano acquisito la consapevolezza di essere forti. Avere là davanti uno come lui, ma pure Maritato e gli altri era fondamentale. Comunque dopo il comprensibile sbandamento ci siamo riassestati e siamo in corsa per il terzo posto. Tengo a sottolineare che il gruppo è stato molto forte e coeso. Cellini per esempio, nonostante l’infortunio, è sempre al Coni a seguire gli allenamenti dei compagni. Ora stiamo recuperando il miglior Vantaggiato e questa è un’ottima notizia in chiave playoff».

IL FUTURO. Il domani di Ceravolo, però rischia di non essere colorato di amaranto: «Ho grande stima del presidente Spinelli e della sua famiglia, ma quando ci siamo parlati abbiamo deciso che dopo il 30 giugno ognuno andrà per la sua strada. Senza rancore e con un grazie grande così». Difficile stabilire se ci siano o meno margini di manovra. Ceravolo glissa: «Può succedere di tutto, ma al momento la situazione è quella che ho descritto. Il futuro della società? Non ci penso. So che Livorno è una piazza che merita tanto. E ora testa bassa per i playoff dove contano le condizioni in cui ci presentiamo. E da questo punto di vista sono fiducioso. Voglio lasciare un gran ricordo a Livorno».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web