Toscana
Vela, Marrai secondo in Coppa del Mondo
di Andrea Masini
Il livornese dopo il successo nel trofeo “Principessa Sofia” sfiora il successo a Hyeres
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LIVORNO. Dopo i successi raccolti ad Ostia (sesto titolo italiano in carriera) e a Palma di Mallorca (trofeo “Princesa Sofia”), Francesco Marrai sfiora il sigillo nella seconda tappa Coppa del Mondo per le Classi Olimpiche a Hyeres (Laser Standard): decisivo il quinto posto durante la Medal Race, ovvero la regata che assegna punteggio doppio. Il livornese finisce a pari punti con il cipriota Pavlos Kontides, che però vince classifica e trofeo in virtù del miglior piazzamento ottenuto, appunto, nella Medal Race.
Un secondo posto dolce amaro, a fronte dei 6 punti di vantaggio su Kontides e 13 sull’australiano Matthew Wearn alla vigilia, ma che al contempo convince ulteriormente il velista delle Fiamme Gialle delle proprie qualità e di poter competere ovunque e con chiunque. «A dir la verità me l’ero cavata bene in partenza – racconta Marrai – ma poi il vento ci ha messo del suo. Tenevo d’occhio Kontides, ma purtroppo gli sono scivolato addosso e di conseguenza la prima bolina si è trasformata in un disastro (10mo alla boa). Se sono dispiaciuto? Tutt’altro. Ho provato a risalire le posizioni, fino al quinto posto, ricevendo anche una bandiera gialla (penalità inflitta per conduzione) ma non avevo scelta».
Dopo Rio, nella testa di Marrai è scattato qualcosa, soprattutto a livello mentale. Perché sotto l’aspetto tecnico, non c’è mai stato niente da eccepire: «Nella Medal Race ho perso 7 punti, ma durante la settimana qualsiasi cosa era girata nel verso gusto, quindi non creso sia giusto attaccarsi al rammarico. Una volta tornato dalle Olimpiadi ho acquisito maggior consapevolezza ed ho capito che la fortuna è un fattore marginale. Inoltre la federazione mi ha concesso una preparazione autonoma ed è quello che volevo. Adesso sono sereno e mi godo questo bel risultato ad una gara che potrebbe essere paragonata al Tour de France nel ciclismo e nella quale, fino a oggi, ho sempre fatto fatica ad entrare nei primi venti. Per il resto, umiltà e tanto allenamento. Una marea di dettagli da limare, altrimenti avrei vinto per distacco. L’obiettivo principale rimane il campionato mondiale in Croazia, ad agosto».
Un secondo posto dolce amaro, a fronte dei 6 punti di vantaggio su Kontides e 13 sull’australiano Matthew Wearn alla vigilia, ma che al contempo convince ulteriormente il velista delle Fiamme Gialle delle proprie qualità e di poter competere ovunque e con chiunque. «A dir la verità me l’ero cavata bene in partenza – racconta Marrai – ma poi il vento ci ha messo del suo. Tenevo d’occhio Kontides, ma purtroppo gli sono scivolato addosso e di conseguenza la prima bolina si è trasformata in un disastro (10mo alla boa). Se sono dispiaciuto? Tutt’altro. Ho provato a risalire le posizioni, fino al quinto posto, ricevendo anche una bandiera gialla (penalità inflitta per conduzione) ma non avevo scelta».
Dopo Rio, nella testa di Marrai è scattato qualcosa, soprattutto a livello mentale. Perché sotto l’aspetto tecnico, non c’è mai stato niente da eccepire: «Nella Medal Race ho perso 7 punti, ma durante la settimana qualsiasi cosa era girata nel verso gusto, quindi non creso sia giusto attaccarsi al rammarico. Una volta tornato dalle Olimpiadi ho acquisito maggior consapevolezza ed ho capito che la fortuna è un fattore marginale. Inoltre la federazione mi ha concesso una preparazione autonoma ed è quello che volevo. Adesso sono sereno e mi godo questo bel risultato ad una gara che potrebbe essere paragonata al Tour de France nel ciclismo e nella quale, fino a oggi, ho sempre fatto fatica ad entrare nei primi venti. Per il resto, umiltà e tanto allenamento. Una marea di dettagli da limare, altrimenti avrei vinto per distacco. L’obiettivo principale rimane il campionato mondiale in Croazia, ad agosto».
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