Il Tirreno

Livorno

Remuntada Pielle per la semifinale. Mori: «Che impresa»

di Francesco Parducci
Remuntada Pielle per la semifinale. Mori: «Che impresa»

Serie C Gold, i biancoblù ribaltano Montale dopo il -16 iniziale: ora c’è il Castelfiorentino

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LIVORNO. «Ho sempre avuto fiducia di poter rientrare in partita, anche sul -16 (3-19 al 5’, ndc) e con Dell’Agnello inutilizzabile». Marco Mori si gode l’accesso alle semifinali, il giorno dopo, insieme al suo cane Kobe, nome evidentemente non scelto a caso. «Onore a Montale - dice il coach della Pielle - loro ci hanno fatto fare tanta fatica. All’inizio facevano sempre canestro, ma proprio sempre, nonostante avessi chiesto subito un time-out (dopo 40 secondi, ndr). Per fortuna Burgalassi ha ricucito lo strappo, siamo riusciti a mescolare un po’ le carte in difesa e le loro percentuali sono calate. Poi nell’intervallo ci siamo parlati ed è cambiato anche il nostro attacco». Vero, con Sidoti 0/6 da 3 a metà partita, 3 su 4 dopo il riposo. «Semplicemente perché è andato a prendersi i tiri dove il nostro gioco prevede che lui debba trovarsi e non da dove capitava».

Ottimo anche Buzzo, dato che in certi momenti l’attacco passava solo da lui. «È stato bravo, ha fatto un gran lavoro. A volte si fa prendere un po’ la mano, ma prestazione super. Comunque devo ringraziare tutti, nessuno escluso». L’ultimo quarto, passato il grande spavento, è stato relativamente in discesa, fino al +11 (73-62) a 1’30” dalla fine, con la panchina e la tribuna (incredibile il supporto della tifoseria) già in festa. Eppure Tasselli si è presentato in lunetta per Montale sul 76-72 quando ancora c’erano 21” da giocare, inoltre nel mezzo c’erano state almeno tre scelte discutibili se non avventate, tutte regolarmente punite dall’attacco ospite.

La Pielle, grazie a questo 2-1 in rimonta, è dunque nelle prime quattro con una squadra per la quale, è bene ribadirlo, la salvezza sembrava già un traguardo. E dove, anche questo è giusto ricordare, non c’è uno che prenda un euro. Insomma, c’è da essere soddisfatti. «Sì, e mi piacerebbe giocare la finale con la Libertas. Al di là della vincente, credo che sarebbe una gran cosa per la città e per il suo movimento». Ma di mezzo c’è Castelfiorentino. «Una gran bella squadra - continua Mori - entrata in forma al momento giusto, in grado di schierare due quintetti: quello giovane, che gioca a mille all’ora, o quello esperto, che predilige una manovra più compassata. Ma con noi non si sono mai espressi al meglio». Mori chiude facendo un ringraziamento alla tifoseria: «In questa categoria un pubblico così non ce l’ha nessuno. È stato bello regalare questa soddisfazione ai nostri tifosi».

LIBERTAS. Prima qualificata per le semifinali dopo il doppio colpo sulla favorita Lucca, la Libertas si è messa alla finestra a guardare cosa le riservasse il futuro. Non ci sarà Don Bosco e quindi niente derby, bensì Agliana che ha eliminato i rossoblù con un sorprendente 2-0. Un vantaggio, da più punti di vista: intanto perché i derby si portano sempre dietro un po’ di pressione in più, poi perché contro Don Bosco c’era in stagione uno 0-2 che poteva far nascere qualche cattivo pensiero, infine perché ci sarà il vantaggio dell’eventuale bella in casa grazie al miglior piazzamento nella prima fase. Questo non vuol dire che i neroverdi pistoiesi siano da sottovalutare, anzi. Il passaggio del turno avrà dato una gran carica anche a loro.

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