Gioco
Invasione grigiorossa Dalla beffa del ’98 il mondo si è ribaltato
di Fabrizio Pucci
Sabato attesi 600 tifosi della Cremonese per il sogno serie B All’epoca partirono 20mila livornesi, ora venduti 50 biglietti
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LIVORNO. Il triangolo no, non l’avevo considerato! Noi siamo molto meno scabrosi di Renato Zero, però il triangolo stavolta c’è per davvero anche se a divertirsi o a disperarsi, in questo caso, sarà solo una delle parti in causa. Proprio come 19 anni fa, ai tempi della finale playoff del 14 giugno 1998 disputata al Curi di Perugia, i lati sono Cremonese e Livorno. L’ipotenusa è la serie B che però solo i grigiorossi possono conquistare nell’immediato.
A loro serve una vittoria sabato all’Ardenza per poi festeggiare il ritorno tra i cadetti dopo 11 anni. Per gli amaranto, invece, la sfida alla squadra di Tesser è una tappa di avvicinamento ai playoff da raggiungere nella condizione migliore.
INVASIONE GRIGIOROSSA. Con questi presupposti è ovvio che la tifoseria in fibrillazione non sia quella amaranto. Negli ambienti sportivi grigiorossi fervono i preparativi per la trasferta al Picchi, mentre in quelli livornesi a tenere banco non è di certo la partita contro la “Cremo”, ma la controversa vicenda della possibile cessione della società da parte del presidente Spinelli. Una differenza di temperatura che è certificata anche dai numeri. Ieri sera alle 19 erano stati venduti appena 50 biglietti riservati ai tifosi amaranto e ben 300 per il settore ospiti.
Attenzione. Se per noi i 50 tagliandi staccati sono roba da minimo storico, i 300 cremonesi che si sono già assicurati il posto in Curva Sud costituiscono un dato di alto profilo anche perché è destinato a salire. I tifosi grigiorossi, infatti, hanno a disposizione altri due giorni pieni per comprare il biglietto. Al momento è difficile stabilire se raggiungeranno quota mille. Di certo quei 300 saranno più che raddoppiati.
NOSTALGIA CANAGLIA. Sui social impazza la Cremonese-mania. Il gruppo di Facebook “Noi siamo i cremonesi” è uno dei più attivi nell’organizzazione dell’operazione-Livorno. Secondo gli amministratori del gruppo, i biglietti venduti ai lombardi sarebbero già 400. A loro Livorno evoca ricordi importanti. Tra questi lo spareggio di Perugia al quale facevamo riferimento in apertura: «I livornesi — vi si legge — erano 20mila. Noi 600». Tutto vero. Ventimila! Formidabili quegli anni! Erano i tempi dello stadio mobile. I tifosi amaranto, quando si muovevano in pochi, erano un migliaio. Gli stadi d’Italia diventavano una dependance dell’Armando Picchi, di piazza Attias, di via Ricasoli. Erano i tempi della sete di rivincita, dei tifosi in movimento e non seduti in poltrona con il telecomando tra le mani. Qui c’era un altro modo di concepire il fenomeno calcio.
Oggi è tutto cambiato. Il palloncino amaranto — dopo i fasti della serie A e della Coppa Uefa — si è sgonfiato e sta rischiando di fare una brutta fine. Il mondo è andato sottosopra e sabato c’è il rischio che l’incitamento per la Cremonese sia più forte di quello per il Livorno.
CARICA E STRAFALCIONI. Grintoso il richiamo alla partecipazione alla trasferta in terra toscana: «Insomma — chiosano i tifosi della Cremomese — con i livornesi non ci si vuole bene per nulla e quindi sabato non è una gita fuori porta, al mare o a mangiare caciucchi». Ora che i tifosi amaranto — al netto dello spareggio perso 19 anni fa — avvertano una forte rivalità con i grigiorossi, è tutto da verificare. Di certo, però, non si scrive caciucchi, ma eventualmente cacciucchi con cinque “C”. Ma andate voi a spiegare la questione delle cinque “C” a una tifoseria che sogna la serie B!
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A loro serve una vittoria sabato all’Ardenza per poi festeggiare il ritorno tra i cadetti dopo 11 anni. Per gli amaranto, invece, la sfida alla squadra di Tesser è una tappa di avvicinamento ai playoff da raggiungere nella condizione migliore.
INVASIONE GRIGIOROSSA. Con questi presupposti è ovvio che la tifoseria in fibrillazione non sia quella amaranto. Negli ambienti sportivi grigiorossi fervono i preparativi per la trasferta al Picchi, mentre in quelli livornesi a tenere banco non è di certo la partita contro la “Cremo”, ma la controversa vicenda della possibile cessione della società da parte del presidente Spinelli. Una differenza di temperatura che è certificata anche dai numeri. Ieri sera alle 19 erano stati venduti appena 50 biglietti riservati ai tifosi amaranto e ben 300 per il settore ospiti.
Attenzione. Se per noi i 50 tagliandi staccati sono roba da minimo storico, i 300 cremonesi che si sono già assicurati il posto in Curva Sud costituiscono un dato di alto profilo anche perché è destinato a salire. I tifosi grigiorossi, infatti, hanno a disposizione altri due giorni pieni per comprare il biglietto. Al momento è difficile stabilire se raggiungeranno quota mille. Di certo quei 300 saranno più che raddoppiati.
NOSTALGIA CANAGLIA. Sui social impazza la Cremonese-mania. Il gruppo di Facebook “Noi siamo i cremonesi” è uno dei più attivi nell’organizzazione dell’operazione-Livorno. Secondo gli amministratori del gruppo, i biglietti venduti ai lombardi sarebbero già 400. A loro Livorno evoca ricordi importanti. Tra questi lo spareggio di Perugia al quale facevamo riferimento in apertura: «I livornesi — vi si legge — erano 20mila. Noi 600». Tutto vero. Ventimila! Formidabili quegli anni! Erano i tempi dello stadio mobile. I tifosi amaranto, quando si muovevano in pochi, erano un migliaio. Gli stadi d’Italia diventavano una dependance dell’Armando Picchi, di piazza Attias, di via Ricasoli. Erano i tempi della sete di rivincita, dei tifosi in movimento e non seduti in poltrona con il telecomando tra le mani. Qui c’era un altro modo di concepire il fenomeno calcio.
Oggi è tutto cambiato. Il palloncino amaranto — dopo i fasti della serie A e della Coppa Uefa — si è sgonfiato e sta rischiando di fare una brutta fine. Il mondo è andato sottosopra e sabato c’è il rischio che l’incitamento per la Cremonese sia più forte di quello per il Livorno.
CARICA E STRAFALCIONI. Grintoso il richiamo alla partecipazione alla trasferta in terra toscana: «Insomma — chiosano i tifosi della Cremomese — con i livornesi non ci si vuole bene per nulla e quindi sabato non è una gita fuori porta, al mare o a mangiare caciucchi». Ora che i tifosi amaranto — al netto dello spareggio perso 19 anni fa — avvertano una forte rivalità con i grigiorossi, è tutto da verificare. Di certo, però, non si scrive caciucchi, ma eventualmente cacciucchi con cinque “C”. Ma andate voi a spiegare la questione delle cinque “C” a una tifoseria che sogna la serie B!
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