Il Tirreno

Livorno

Il Livorno non riesce a buttarla dentro  

di Alessandro Bernini
Il Livorno non riesce a buttarla dentro  

Gli amaranto a Piacenza sprecano almeno sette occasioni da gol con Vantaggiato e Maritato, e non vanno oltre il pari

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INVIATO A PIACENZA. Il 22 aprile per i livornesi è solo 1979. È solo Miguel Vitulano. Poi c’è anche il 22 aprile 2017, data che non resterà negli annali della nostra storia e che ci consegna un pareggino sul campo di Piacenza. Pareggino nella sostanza, perché a dir la verità è stata una delle migliori partite del Livorno nell’ultimo mese.
E allora perché non abbiamo vinto? Semplice, perché nessuno l’ha buttata dentro. Abbiamo contato almeno 7 occasioni da gol clamorose: ma non tiri in porta, occasioni limpide che nel 90% dei casi si trasformano in gol. Stavolta, quando per bravura del portiere del Piacenza, quando per un pizzico di leggerezza, nessuno l’ha infilata in porta. Prendiamo il buono di questa partita (il gioco, l’ottimo rientro di Giandonato, la conferma di Venitucci) e aspettiamo occasioni più importanti per metterla dentro.
QUEI CORI AL DUCE. Una piccola parentesi prima di parlare della partita. Nonostante la sfida contasse poco, erano presenti una sessantina di tifosi amaranto, tra i quali 30 ultrà arrivati coi mezzi propri. L'accoglienza di quelli del Piacenza è stata vergognosa, con una raffica di cori “Duce Duce”, ripetuti più volte durante la partita. Li abbiamo sentiti noi dall'altra parte dello stadio, si sono sentiti distintamente in tv, vediamo se solo il quarto uomo e gli ispettori di Lega non li hanno sentiti.
I TRE REGISTI. Tatticamente è stato un Livorno diverso dal solito. Senza mediani (Marchi era squalificato) e con tre giocatori che potrebbero fare il regista ovvero Giandonato, Luci e Valiani. A sorpresa Foscarini ha deciso di lasciare in regia Luci e di far giocare Giandonato mezzala: esperimenti riuscito, perché il Livorno ha fatto un possesso palla nettamente superiore rispetto al solito, creando occasioni con azioni vere e non estemporanee, portando sempre almeno due centrocampisti ad accompagnare l’azione di attacco.
Non è un caso che le occasioni da rete se le siano divise sette giocatori diversi: Vantaggiato, Maritato, Luci, Giandonato, Valiani, Venitucci e Murilo.
CHE SPRECO. Poi, è chiaro, bisogna anche parlare dello spreco. Soprattutto nel primo tempo quando il Piacenza sembrava crollare da un momento all’altro.
Le occasioni nei primi 40’ sono una lista della spesa: Vantaggiato da due passi parato, Maritato a porta vuota che non tocca il pallone, traversa di Venitucci, Vantaggiato fuori di due centimetri, Valiani altissimo da ottima posizione, Venitucci che da tre metri spara addosso a Miori. Roba da non credere.
Anche nel secondo tempo non ci siamo fatti mancare niente. Compreso un gol annullato a Luci su corner (la palla sarebbe uscita sul traversone, ma i giocatori giurano che era rimasta in campo) e un siluro a botta sicura di Giandonato dal dischetto che si è andato a stampare addosso a Miori.
Il tutto mentre il Piacenza ha fatto poco più che da comparsa. Incredibile a dirsi, ma se fosse finita 0-4 nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Anzi.

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