Lutto
«Ho ricevuto due offerte Una è bocciata, l’altra...»
di Fabrizio Pucci
Aldo Spinelli torna a parlare della vendita societaria dopo un lungo silenzio «Spero di cedere. Altrimenti punteremo sui giovani con un budget ridotto»
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LIVORNO. Lunghe settimane di silenzio inquietante, passate tra illazioni, propositi di cessione, pareggi insulsi della squadra e progressive disaffezione e preoccupazione dei tifosi. Poi all’improvviso ecco che il presidente Spinelli ha riacquistato la parola. Pochi minuti di telefonata, buoni per fare il punto della situazione e cercare di diradare la nebbia che avvolge il futuro del Livorno.
Presidente, andiamo subito al nocciolo della questione
«Volentieri: nell’ultimo periodo abbiamo avuto due proposte».
E com’è andata?
« Con una male».
Perché. Si sono tirati indietro?
«No. Anzi. Si è verificato l'esatto opposto».
Siete scappati voi ?
«Sì e vi spiego anche il motivo. Quando riceviamo un’offerta seguiamo sempre un protocollo che prevede l’acquisizione di informazioni sul nostro interlocutore. Nulla di nascosto o di illecito, ma credo che questo nostro modo di agire sia una garanzia per il futuro del Livorno. Abbiamo effettuato delle ricerche e ci siamo informati sulla solidità economica della controparte e il risultato è stato negativo».
In che senso?
«Diciamo che non intendo cedere il mio Livorno a chi, presso le banche, risulta protestato per trenta o quarantamila euro».
Quindi ipotesi scartata?
«Ci mancherebbe altro. Senza neanche pensarci troppo».
E l’altra?
«Ci siamo già visti e ci rivedremo nei prossimi giorni».
Sensazioni?
« Vedremo».
Scusi, ma lei intende davvero vendere? Perché se una persona vuole liberarsi di un oggetto, si mette lui stesso a cercare i compratori, non trova?
«Ripeto quanto ho già detto nelle ultime settimane: sono disposto a dare via il Livorno a titolo gratuito. Più di così. Sono in attesa degli eventi».
Ma se il secondo interlocutore è disposto a comprare, ed è solido perché non ha già avviato le pratiche per la cessione?
«Dobbiamo incontrarci e riparlare».
Sì, ma in questo modo si rischia un pericoloso immobilismo…
«E perché? Se non si presenta nessuno vado avanti io».
Ma ha appena detto che si è presentato già qualcuno. Capisce che sembra che non voglia cedere…
«Ci rivedremo e valuteremo. Io comunque ribadisco ancora una volta che voglio uscire dal Livorno. Avete visto? Di vecchi presidenti come me non ce ne sono più. Dopo Zamparini è andato via anche Berlusconi. In questi 18 anni di Livorno ho visto società che hanno cambiato quattro proprietari, mentre io sono ancora qui. È arrivato il momento di lasciare».
Ci crede a questa ipotesi?
«Io intendo vendere a persone giuste, corrette, dalla sicura solidità economica. Non voglio che il mio lavoro di diciotto anni venga rovinato in pochi mesi. Mica il Livorno deve andare in malora in breve tempo. Io voglio uscire a testa alta».
Questo le fa onore. E se dovesse rimanere, che succede?
«Succede che vado avanti io».
Si, ma in quale modo. Noi siamo il Livorno, non una squadretta di provincia…
«Vero ma io non posso continuare a perdere soldi. Devo diminuire in ogni modo le spese».
Questo significa budget risicato e ambizioni rasoterra: inaccettabile per la piazza…
«Punteremo sui giovani. Risaniamo ciò che c’è da risanare e facciamo un programma tranquillo. Non aspettatevi grandi cose».
Tutto questo è preoccupante…
«Non posso che fare così. Altrimenti dite al sindaco Nogarin e all’assessore Morini di trovarmi qualcuno su Livorno. Ho visto - chiude Spinelli che hanno dichiarato sul vostro giornale che una soluzione del genere sarebbe molto gradita. Se me lo trovano loro...».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Presidente, andiamo subito al nocciolo della questione
«Volentieri: nell’ultimo periodo abbiamo avuto due proposte».
E com’è andata?
« Con una male».
Perché. Si sono tirati indietro?
«No. Anzi. Si è verificato l'esatto opposto».
Siete scappati voi ?
«Sì e vi spiego anche il motivo. Quando riceviamo un’offerta seguiamo sempre un protocollo che prevede l’acquisizione di informazioni sul nostro interlocutore. Nulla di nascosto o di illecito, ma credo che questo nostro modo di agire sia una garanzia per il futuro del Livorno. Abbiamo effettuato delle ricerche e ci siamo informati sulla solidità economica della controparte e il risultato è stato negativo».
In che senso?
«Diciamo che non intendo cedere il mio Livorno a chi, presso le banche, risulta protestato per trenta o quarantamila euro».
Quindi ipotesi scartata?
«Ci mancherebbe altro. Senza neanche pensarci troppo».
E l’altra?
«Ci siamo già visti e ci rivedremo nei prossimi giorni».
Sensazioni?
« Vedremo».
Scusi, ma lei intende davvero vendere? Perché se una persona vuole liberarsi di un oggetto, si mette lui stesso a cercare i compratori, non trova?
«Ripeto quanto ho già detto nelle ultime settimane: sono disposto a dare via il Livorno a titolo gratuito. Più di così. Sono in attesa degli eventi».
Ma se il secondo interlocutore è disposto a comprare, ed è solido perché non ha già avviato le pratiche per la cessione?
«Dobbiamo incontrarci e riparlare».
Sì, ma in questo modo si rischia un pericoloso immobilismo…
«E perché? Se non si presenta nessuno vado avanti io».
Ma ha appena detto che si è presentato già qualcuno. Capisce che sembra che non voglia cedere…
«Ci rivedremo e valuteremo. Io comunque ribadisco ancora una volta che voglio uscire dal Livorno. Avete visto? Di vecchi presidenti come me non ce ne sono più. Dopo Zamparini è andato via anche Berlusconi. In questi 18 anni di Livorno ho visto società che hanno cambiato quattro proprietari, mentre io sono ancora qui. È arrivato il momento di lasciare».
Ci crede a questa ipotesi?
«Io intendo vendere a persone giuste, corrette, dalla sicura solidità economica. Non voglio che il mio lavoro di diciotto anni venga rovinato in pochi mesi. Mica il Livorno deve andare in malora in breve tempo. Io voglio uscire a testa alta».
Questo le fa onore. E se dovesse rimanere, che succede?
«Succede che vado avanti io».
Si, ma in quale modo. Noi siamo il Livorno, non una squadretta di provincia…
«Vero ma io non posso continuare a perdere soldi. Devo diminuire in ogni modo le spese».
Questo significa budget risicato e ambizioni rasoterra: inaccettabile per la piazza…
«Punteremo sui giovani. Risaniamo ciò che c’è da risanare e facciamo un programma tranquillo. Non aspettatevi grandi cose».
Tutto questo è preoccupante…
«Non posso che fare così. Altrimenti dite al sindaco Nogarin e all’assessore Morini di trovarmi qualcuno su Livorno. Ho visto - chiude Spinelli che hanno dichiarato sul vostro giornale che una soluzione del genere sarebbe molto gradita. Se me lo trovano loro...».
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