Con la curva Nord rapporto finito ormai da anni
Il Livorno sta vivendo uno dei momenti più delicati della sua storia recente. La squadra non riesce a decollare e tra un mese ci sono i playoff da affrontare in condizioni psicofisiche tutte da...
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Il Livorno sta vivendo uno dei momenti più delicati della sua storia recente. La squadra non riesce a decollare e tra un mese ci sono i playoff da affrontare in condizioni psicofisiche tutte da verificare. Ma quello – nel complesso – è il problema minore perché sul tavolo ci sono questioni ben più urgenti. Il presidente Spinelli ha annunciato di voler cedere la società, ma per ora le uniche novità che provengono dalla stanza dei bottoni sono improntate alla smobilitazione e a una fortissima riduzione dei costi. E se si parte dal chiedere un sacrificio ai dipendenti, chissà quale microbudget sarà stanziato dal presidente – in caso di sua permanenza – per la prossima stagione. Insomma se la china intrapresa viene confermata l’anno prossimo sarà come tornare indietro di 35 anni. Ricordate? Negli Anni ’80 il Livorno lottava per la sopravvivenza nell’allora C1. Solo che a quei tempi, ardeva il fuoco della passione, mentre adesso allo stadio non ci vanno neanche più gli abbonati.
LO SCOLLAMENTO. Sì, perché dopo gli anni dei trionfi, sono arrivate retrocessioni ravvicinate e molti tifosi si sono progressivamente disamorati, raffreddati, allontanati dall’Ardenza. Poi ci sono quelli dello zoccolo duro. Loro sono encomiabili. Considerano la maglia un valore assoluto, l’ideale da tramandare di padre in figlio. Loro ci sono sempre. Quelli della curva hanno pure ricominciato ad andare in trasferta. Da anni osteggiano la conduzione societaria di Spinelli. Da un paio di stagioni espongono uno striscione con cui invitano il presidente a farsi da parte. E ora il loro partito ha accolto anche i tanti fuoriusciti da quello degli spinelliani. Tutti hanno capito che questa situazione è insostenibile. Il Livorno è del presidente, ma è patrimonio morale della città e dei tifosi: entrambi meritano rispetto.
LO SCOLLAMENTO. Sì, perché dopo gli anni dei trionfi, sono arrivate retrocessioni ravvicinate e molti tifosi si sono progressivamente disamorati, raffreddati, allontanati dall’Ardenza. Poi ci sono quelli dello zoccolo duro. Loro sono encomiabili. Considerano la maglia un valore assoluto, l’ideale da tramandare di padre in figlio. Loro ci sono sempre. Quelli della curva hanno pure ricominciato ad andare in trasferta. Da anni osteggiano la conduzione societaria di Spinelli. Da un paio di stagioni espongono uno striscione con cui invitano il presidente a farsi da parte. E ora il loro partito ha accolto anche i tanti fuoriusciti da quello degli spinelliani. Tutti hanno capito che questa situazione è insostenibile. Il Livorno è del presidente, ma è patrimonio morale della città e dei tifosi: entrambi meritano rispetto.
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