Gioco
calcio. seconda categoria
Il Tirrenia replica al Livorno 9 «Nessun comportamento sleale»
LIVORNO. «Non abbiamo commesso un gesto antisportivo, l’azione del gol del 3-2 è nata da una punizione e non da una rimessa laterale con palla non restituita agli avversari». Il direttore sportivo...
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Non abbiamo commesso un gesto antisportivo, l’azione del gol del 3-2 è nata da una punizione e non da una rimessa laterale con palla non restituita agli avversari».
Il direttore sportivo del Tirrenia Giacomo Corci replica all’intervento del Livorno 9, in merito al discusso episodio che, domenica, ha deciso la partita tra Tirrenia e Livorno 9, in Seconda Categoria girone E. Il 3-2 finale ha assegnato 3 punti preziosi ai padroni di casa, in corsa per un posto nei playoff, mentre il Livorno 9 è uscito dal campo a mani vuote e deve ancora sudare per conquistare la salvezza. Il gol del 3-2 è arrivato a una manciata di minuti dal triplice fischio e, stando alle parole del team manager degli ospiti Andrea Quaretta, il Tirrenia si sarebbe reso colpevole di non aver restituito la palla dopo che il Livorno 9 l’aveva messa fuori per consentire le cure a un giocatore dei locali rimasto a terra per un infortunio, innescando piuttosto l’azione che ha portato alla rete decisiva.
Il ds del Tirrenia, invece, sostiene una versione diversa dei fatti: «Un nostro giocatore aveva la palla e un avversario gli è entrato da dietro e si è fermato per l’evidenza del fallo commesso. Il gioco si è fermato ed è ripartito con un calcio di punizione per noi. L’azione pertanto non è ripartita da fallo laterale, ma da calcio da fermo, in conseguenza del quale è nato il gol del 3-2 con la difesa loro schierata. Quindi non è stato un gesto antisportivo». Continua Giacomo Corci: «A fine gara, l’arbitro ha chiamato i capitani delle due squadre, tra l’altro i due giocatori coinvolti nell’episodio, per spiegargli come ha valutato la situazione sul momento. C’è stato un po’ di nervosismo dopo il fischio finale, anche perché entrambe le squadre erano a caccia di punti, ma tutto si è risolto velocemente e senza complicazioni».
Dario Serpan
Il direttore sportivo del Tirrenia Giacomo Corci replica all’intervento del Livorno 9, in merito al discusso episodio che, domenica, ha deciso la partita tra Tirrenia e Livorno 9, in Seconda Categoria girone E. Il 3-2 finale ha assegnato 3 punti preziosi ai padroni di casa, in corsa per un posto nei playoff, mentre il Livorno 9 è uscito dal campo a mani vuote e deve ancora sudare per conquistare la salvezza. Il gol del 3-2 è arrivato a una manciata di minuti dal triplice fischio e, stando alle parole del team manager degli ospiti Andrea Quaretta, il Tirrenia si sarebbe reso colpevole di non aver restituito la palla dopo che il Livorno 9 l’aveva messa fuori per consentire le cure a un giocatore dei locali rimasto a terra per un infortunio, innescando piuttosto l’azione che ha portato alla rete decisiva.
Il ds del Tirrenia, invece, sostiene una versione diversa dei fatti: «Un nostro giocatore aveva la palla e un avversario gli è entrato da dietro e si è fermato per l’evidenza del fallo commesso. Il gioco si è fermato ed è ripartito con un calcio di punizione per noi. L’azione pertanto non è ripartita da fallo laterale, ma da calcio da fermo, in conseguenza del quale è nato il gol del 3-2 con la difesa loro schierata. Quindi non è stato un gesto antisportivo». Continua Giacomo Corci: «A fine gara, l’arbitro ha chiamato i capitani delle due squadre, tra l’altro i due giocatori coinvolti nell’episodio, per spiegargli come ha valutato la situazione sul momento. C’è stato un po’ di nervosismo dopo il fischio finale, anche perché entrambe le squadre erano a caccia di punti, ma tutto si è risolto velocemente e senza complicazioni».
Dario Serpan
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google