Gioco
«Addio Labronica, il futuro siamo noi». E Littera sarà il patron
Presentato il progetto, qualche genitore perplesso. Volpi: «Restiamo tutti uniti»
LIVORNO. “Quando sulla spiaggia arrivano le onde portate dal libeccio, i turisti se ne vanno e arrivano i surfisti. Davanti alle difficoltà è più facile andare via che affrontarle”. A questa frase, pronunciata quasi in chiusura di serata, lunedì sera alla Gemini quando l’ora di cena era abbondantemente passata dal presidente in pectore Giovanni Littera, è seguito l’applauso più fragoroso fra quelli che si sono sentiti durante la presentazione di quella che sarà la nuova società che di qui a breve dovrebbe nascere sulle macerie della Labronica.
Condotta con il consueto brio dal collega Fabrizio Pucci, la presentazione si è svolta essenzialmente su due piani: l’esplicazione di quello che è accaduto e di quello che sarà (con in mezzo un excursus su origini e storia del basket livornerse) da parte di Alessandro Cirinei e situazione attuale da parte del già citato Littera, imprenditore del settore dolciario già avanti con gli anni ma con l’entusiasmo di un ragazzo («Sono livornese di scoglio e faccio il bagno tutti i giorni, anche quando fa freddo»). Sono loro due infatti, al momento, i motori di questa iniziativa che non vuole essere una continuazione dell’esperienza Labronica (dalla quale anzi si vuole differenziare per nome e colori sociali ad evitare ogni fraintendimento) ma che di quella esperienza non vuole buttare via tutto, anzi.
«Il progetto Labronica è fallito per problemi personali del presidente-proprietario — dicono Cirinei e Littera — ma aveva portato palestre, idee, istruttori, una quantità di iscritti mai vista». Sotto un altro nome (che tutti gli interessati potranno contribuire a scegliere con una votazione on line su una pagina FB appositamente aperta, così come saranno loro a scegliere i nuovi colori) tutto questo può e deve continuare. «Perché, ha detto il responsabile tecnico Mauro Volpi nel suo appassionato intervento — le squadre non vanno smembrate ma i ragazzi devono continuare a giocare insieme. CI sono alcuni gruppi dalle grandissime potenzialità e che potranno togliersi parecchie soddisfazioni».
Ma non è mancata neppure una voce critica, come quella di un genitore che ha accusato la gestione attuale di non poter fornire ancora alcuna garanzia per la prossima stagione. E qui si è vista tutta la grinta di Littera. In piedi, microfono in mano davanti alla platea. «La garanzia sono le nostre facce, la mia azienda che non ha mai avuto un problema neppure nei periodi di crisi. Le nostre palestre (Gemini e via Pera, n. d. r.) che sono le migliori, i nostri istruttori e allenatori che sono rimasti. La prima squadra che ancora scende in campo e vince nonostante sappia che l’anno prossimo il titolo non ci sarà più». Basterà tutto questo a tenere tutti uniti? Un paio di mesi e lo sapremo.
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