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Protti è per sempre, si tatua l'autografo dell'ex bomber sul braccio

Fabrizio Pucci
Protti è per sempre, si tatua l'autografo dell'ex bomber sul braccio

Livorno, Erico Pulcinelli e la scelta di portare incidere sulla pelle il nome di Igor. «Lui è il simbolo dell’amore per il Livorno»

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LIVORNO. I tatuaggi sono una moda. L’amore per il Livorno invece non passa mai. Erico Pulcinelli, 40 anni appena compiuti, ha abbinato le due cose. C’è chi si tatua il nome dei figli perché su quelli mondo si discute. C’è chi si fa incidere quello della fidanzata (prendendosi un bel rischio). Pulcinelli è andato sul sicuro perché si è fatto tatuare la firma di Igor Protti. Lui — di certo — non lo deluderà mai.

«L’idea — dice — mi venne cinque anni fa. Protti è un esempio per me e per le giovani generazioni. Il motivo? Ha fatto una cosa rarissima: ha mantenuto la promessa di tornare a Livorno dopo la sua prima esperienza in Amaranto e di portarci in serie B» .

Pulcinelli arriva al Coni in compagnia della moglie Debora, della figlia Anna e del nipote Michele. Appena vede Protti scatta l’abbraccio stretto spontaneo, sincero. E Igor, felice e sorpresi commenta: «Mi fa un effetto strano vedere la mia firma tatuata sul braccio di Erico. Io non ho tatuaggi. Solo una volta ho pensato di farne uno per un motivo molto importante. L’inchiostro è indelebile. Non si cancella con la gomma. Trovo che quella di Erico sia una straordinaria dimostrazione di stima e affetto».

Protti sottolinea anche la motivazione che ha spinto Erico ad andare a tatuatore: «Fa piacere che abbia apprezzato la mia coerenza. Questo non significa che non sia possibile cambiare idea altrimenti si rischia di essere ottusi. Tuttavia rivendico certi valori sportivi e umani» . Il Signore delle Reti svela un gustoso retroscena: «Dopo essermi laureato capocannoniere in serie A con Il Bari mi cercarono il Borussia Dortmund, il Paris Saint Germain, l’Everton e il Benfica. Firmai per la Lazio, ma durante un’intervista dissi che il mio sogno era di tornare nel Livorno che in quel momento era in C2. Il giornalista mi prese per pazzo, ma per me era normalissimo pensarla così» .

Infine un sms sul momento attuale: «Stiamo provando a far tornare il Livorno là dove merita. E comunque per me l’amaranto è fuori categoria. In A, B o C io sono fiero d indossare lo stemma della società e di rappresentare il Livorno. Lo cantano anche i tifosi in un coro che mi piace da impazzire» .

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