Il Tirreno

Livorno

Ancora un rigore stregato, solo 0-0 

di Alessandro Bernini
Ancora un rigore stregato, solo 0-0 

Gli amaranto (in 10 per 22 minuti) falliscono il quinto penalty: a Pontedera un punticino amaro

3 MINUTI DI LETTURA





INVIATO A PONTEDERA. Quanti allenamenti facciamo a settimana? Sei? Bene, allora caro Foscarini, facciamo così: mettiamone uno in più, magari di mattina e teniamo i giocatori a calciare 100 rigori a testa. Mica per punizione, per carità: abbiamo sempre detto che questi ragazzi ci piacciono per come lottano. Ma perché questo dei rigori sta diventando un problema insostenibile. Senza gli errori saremmo a giocarci la serie B.
Ieri abbiamo sbagliato il quinto stagionale, il quarto consecutivo, e anche stavolta sarebbe stato probabilmente il rigore della vittoria perché Vantaggiato l’ha sparato su cartelloni pubblicitari quando mancava un quarto d’ora alla fine. Dopo Murilo, Maritato e Calil, stavolta è toccato al Toro fallire: secco, forte, il suo destro, come piace a noi: solo che il suo tiro è finito almeno un metro fuori tra lo sgomento dei 400 tifosi amaranto e di tutta la panchina e di un Foscarini con le mani nei capelli.
PUNTO E TERZO POSTO. Così ci prendiamo il punticino, e alla fine poteva andare pure peggio perché dopo il rigore sbagliato, in 10 contro 11 (espulso Borghese), il Pontedera ha preso una traversa a Mazzoni battuto con Calcagni. Lo 0-0 lascia tutto invariato perché hanno pareggiato pure Arezzo e Giana Erminio, quindi il Livorno resta terzo a pari merito con l’Arezzo (che però ha il vantaggio degli scontri diretti), mentre il secondo posto ormai lo guardiamo col cannocchiale.
SENZA PUNTE. L’episodio è stato fatale, questo è chiaro. Ma per il resto non è che il Livorno avesse giocato una partita travolgente. La pressione del Pontedera ha creato un bel po’di problemi, eppure fino alla trequarti ci siamo sempre arrivati con autorità. Ma là davanti il Livorno è stato proprio inesistente: concreto come il fumo di una sigaretta Murilo, sempre lontano dalla porta Maritato. Insomma, di tiri in porta neanche l’ombra.
IL NUOVO MODULO. Il 4-3-1-2 ha dato anche stavolta discreta solidità dietro, ma non ci convince sulle fasce. Perché Gasbarro non ha nel dna di spingere e Galli è rimasto troppo abbottonato. Questo sistema funziona se i due terzini avanzano, altrimenti a centrocampo siamo sempre in inferiorità.
GALLI E TIRI. La curiosità è che il Livorno ha giocato con Galli terzino destro perché durante il riscaldamento si è infortunato Toninelli, che Foscarini aveva scelto come titolare. Proprio Galli tra l’altro è stato uno dei più vispi in avvio, quando il Pontedera ha messo la partita sull’aggressività chiudendo tutti gli spazi al Livorno. Ma ai granata è andata bene che dopo appena 2’, dopo uno sciagurato retropassaggio, Benassi non si è neanche reso conto di essere solo davanti al portiere e così il suo colpo di testa spalle alla porta è stato timido e parato senza problemi da Lori.
ROSSO E RIGORE. In pratica non è successo più nulla fino agli ultimi 20 minuti di partita quando sono partiti i fuochi d’artificio. Prima Borghese si è preso un giallo assurdo per proteste ed è stato espulso (era già ammonito), poi Della Latta l’ha combinata grossa in area colpendo di mano e regalando un rigore al Livorno che Vantaggiato ha sparato a Ponsacco, infine la traversa ci ha salvati su un destro di Calcagni.
Poteva andare anche peggio, ma poteva andare molto, molto meglio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore