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«Il futuro del Livorno? Lo abbiamo già in casa» 

«Il futuro del Livorno? Lo abbiamo già in casa» 

Alex Doga e il settore giovanile: «Risultati sopra le attese e per quattro ragazzi c’è aria di azzurro»

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LIVORNO. Soddisfatto e orgoglioso. Alla vigilia del rush finale dei campionati che vedono impegnati i ragazzi amaranto il responsabile del settore giovanile del Livorno Alessandro Doga traccia un primo, lusinghiero bilancio di questa stagione: «Se penso a come eravamo partiti, con quella maledetta retrocessione della prima squadra, non posso che essere felice del lavoro svolto quest’anno che ci ha visto proseguire il programma stilato in passato».
Parliamo di risultati. Come sono andate le nostre squadre?
«Nel complesso molto bene. La Berretti e l’Under 15 che partecipano a campionati nazionali si sono qualificate per la fase successiva. Resta da stabilire se arriveranno prime o seconde nel loro girone. L’Under 17, che è la squadra più penalizzata dalla retrocessione dei grandi, deve fare un punto in due partite per ottenere il pass per il secondo turno. I ragazzi sono terzi in classifica e nel week end affrontano la seconda in una partita molto importante».
E i singoli come se la sono cavata?
«Benissimo. Bardini e Santini, classe 2000 sono stati convocati nella Nazionale Under 17 guidata dall’ex tecnico amaranto Daniele Arrigoni. I 2002 Pecchia e Olivieri sono in odore di azzurro. Loro sono solo la punta dell’iceberg. Per noi era fondamentale dare seguito al nostro progetto e lo abbiamo fatto anche dalla Lega Pro».
Quindi la retrocessione non a ridimensionato programma e ambizioni...
«No, ma tengo a puntualizzare un aspetto. Programma e ambizioni sono fatti dalle persone. E noi di persone di valore ne abbiamo tante. Sono quelle figure nascoste che sono rimaste nel momento peggiore e in questo modo hanno dimostrato di amore e senso di appartenenza. Mi riferisco ai medici, ai magazzinieri, agli osservatori, ai massaggiatori che hanno cntinuato a metterci passione e volontà. I nostri successi partono da loro e con loro voglio condividerli».
Spinelli vuole vendere la società. Quale futuro per il settore giovanile?
«Roseo. A prescindere. Il settore giovanile in questo momento è paradossalmente in una botte di ferro».
Perché?
«Siamo tutelati perché se Spinelli resta punterà molto sul settore giovanile. Chi invece arriva trova un gruppo di lavoro eccezionale in grado di far crescere bene i giovani. Noi dobbiamo creare plusvalenze e possibilità di ricapitalizzazione: in tre parole, prospettive di crescita».
E il suo futuro qual è?
«Sono sotto contratto fino al 30 giugno con un tacito accordo di rinnovo. Poi è chiaro che bisogna vedere che cosa accade alla società. Di certo fino a quel giorno lavorerò per il presente e il futuro del settore giovanile amaranto. Noi abbiamo il diritto-dovere di portare avanti il lavoro. Lo dobbiamo a noi stessi, ma soprattutto alle famiglia che ci affidano i loro ragazzi».
Si ma ci sarà qualcosa che la preoccupa...
«Mi spaventa una cosa sola: che gli eventuali nuovi proprietari non capiscano l’importanza del settore giovanile. Il nostro parte dalla scuola calcio e passa per il femminile. Penso a persone di valore come Del Sordo e Martina Angelini. La vita delle società sono i giovani. Non lo dico io, ma i dirigenti federali di Coverciano e di Roma». (f.p.)

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di Redazione web