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Libertas, Pardini e il PalaCecconi  «Nessuno sfratto, è stata una scelta»

Libertas, Pardini e il PalaCecconi  «Nessuno sfratto, è stata una scelta»

LIVORNO. «Nessuno ci ha sfrattati, così come noi non eravamo venuti qui per fare dispetto a qualcuno ma per una ben precisa scelta politica». Il consigliere delegato della Libertas, Giovanni Pardini,...

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LIVORNO. «Nessuno ci ha sfrattati, così come noi non eravamo venuti qui per fare dispetto a qualcuno ma per una ben precisa scelta politica». Il consigliere delegato della Libertas, Giovanni Pardini, ci tiene a precisare alcune cose circa lo spostamento del campo di gioco della società. Per questo lunedì ha convocato una conferenza stampa con l’addetto stampa e comunicazione Edoardo Tamalio e il direttore sportivo Michele Balzini.
Dove? In via Cecconi...Ma come? Sì, perché la base operativa sportiva è da un’altra parte, ma segreteria e uffici continuano a restare al famoso civico 40. «E di questo — continua Pardini — voglio ringraziare le Acli e la loro dirigenza. Almeno fino a fine anno saremo qui, poi vedremo».
Ma dov’è che ora si allenano e giocano i tanti ragazzi del settore giovanile gialloblu?
«Al PalaSorgenti, una struttura comoda per i parcheggi e che potrebbe intercettare la voglia di giocare di tanti bambini di quella zona».
Ma perché è già finita l’avventura in via Cecconi, quella che aveva fatto gridare al sacrilegio i tifosi della rivale storica che lì c’erano stati per più di quarant’anni?
«È finita perché noi non avevamo un rapporto diretto con la proprietà, ma con un gestore terzo che con la proprietà ha da tempo un contenzioso. A questo contenzioso, di natura economica, non è stata trovata soluzione e quindi ecco il perché dello spostamento. Non ci ha fatto piacere, quella di venire qui — ripeto — non era stato un dispetto verso qualcuno ma una scelta basata su tante valutazioni, non ultima quella di essere in centro. In ogni caso continuiamo a cercare altro: credo che sia giunto il momento che le istituzioni consentano anche a noi di avere in gestione un impianto pubblico, come avviene per tante altre società livornesi. Per questo voglio ringraziare Giovanni Giannone, al quale rinnovo i complimenti per il rinnovato incarico ai vertici del Coni provinciale, che ha garantito il suo interessamento in tal senso».
C’è spazio anche per allargarsi a qualche battuta sulla prima squadra e qua Pardini è molto netto. La sconfitta interna del Don Bosco con Empoli?
«Sorprendente».
La Pielle che perde di 10 a Agliana?
«Noi ci abbiamo perso di 3 dopo due supplementari e senza Nesti. E, a proposito, non voglio parlare di complotti, ma per quello che si è visto ho trovato veramente severe per non dire eccessive le squalifiche che ci sono state comminate dopo il derby con Don Bosco, seppure poi parzialmente ridotte».
Ultima cosa? Esiste o no la riapertura di una finestra di mercato a fine stagione regolare?
«Meno se ne parla e meglio è. A volte ho l’impressione che se ne parli proprio per evitare che poi succeda. Ad oggi — tagliano corto Banzini e Tamalio — la situazione è quella scritta nelle Doa: mercato chiuso il 28 febbraio”. (f. p.)

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