Gioco
È Pielle contro Don Bosco il derby che vale il primato
di Francesco Parducci
Basket serie C Gold. Stasera alle 21 al Palacosmelli il match verità tra le livornesi Nei rossoblù Pastusena in dubbio. Coach Mori: «È il momento di stringere i denti»
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LIVORNO. E dunque derby, Pielle e Don Bosco in campo stasera al PalaCosmelli (inizio ore 21) per dirimere la questione primo posto.
È il sesto della stagione, ma è anche il più importante seppure non appartiene alla categoria di quelli “classici” che vengono preceduti, e sopratutto seguiti, da dileggi e sfottò, a volte anche da polemiche roventi.
Ormai da qualche mese, da quando le due livornesi sono prima e seconda in campionato, era abbastanza facile prevedere che questo scontro diretto, alla penultima giornata, avrebbe significato assai di più di due normali punti in classifica o di una momentanea, effimera, supremazia cittadina.
Qua è in gioco il primo posto alla fine della regular season che non dà diritto a premi o promozioni, ma consente almeno di mantenere il vantaggio dell’eventuale bella in casa per tutta la durata dei play-off.
Insomma, chi vorrà andare in serie B dovrà venire a vincere a Livorno, se al PalaMacchia o al vecchio PalaCosmelli potremmo scoprirlo stasera, verso le 23.
Entrambe le squadre arrivano all’appuntamento scottate dall’ultima uscita e il Don Bosco probabilmente anche menomato dall’assenza di Pastusena: accertamenti sul ginocchio malconcio vengono effettuati in queste ore ma il suo agente Andrea Forti ci diceva ieri che sarà ben difficile vederlo in campo.
Una perdita non da poco, ma anche l’unica opportunità per vedere i rossoblu nella versione che è quella che a Saibene forse piace di più: corsa, ritmo, spaziature, circolazione veloce della palla e scelta di buoni tiri. Certo, innegabilmente sotto si perde (se l’assenza sarà confermata) un intimidatore che costringe a cambiare parabola e un giocatore che è pur sempre il settimo rimbalzista del campionato pur avendo un minutaggio inferiore rispetto a quello di tutti i giocatori che lo precedono in questa classifica.
La sconfitta del Don Bosco con Empoli consentirebbe, in teoria, alla Pielle di giocare per due risultati: vincere, e a quel punto il primo posto sarebbe aritmetico con una giornata di anticipo. Oppure salvare, pur perdendo, lo scarto dell’andata, + 10. Ma di questo Marco Mori non vuole sentire parlare.
«Dobbiamo giocare per vincere — dice — senza calcoli che sono sempre pericolosi. Abbiamo provato a farlo anche a Agliana (dove la Pielle ha raccolto il punteggio più basso di tutto il suo campionato) e potevamo anche farlo, fino agli ultimi minuti siamo stati in partita, il punteggio finale è un po’bugiardo. Stanchi? Mi auguro di no, e comunque questo è il momento di stringere i denti, da domenica prossima ci saranno due settimane di pausa e ci sarà tempo semmai di riposare». È pur vero, però, che la Pielle ha perso 4 volte nelle prime 21 giornate e ben 3 nelle ultime 7: questo, unitamente ai 19 rimbalzi in più presi da Agliana domenica sera, farebbe pensare a un po’di appannamento fisico, cosa del tutto comprensibile, in questo periodo della stagione, con i primi caldi, in gente che va all’allenamento o alla partita dopo una giornata di lavoro. E ora la parola al campo.
PalaCosmelli, prevedibilmente, stipato ai limiti della capienza: presentarsi per tempo potrebbe essere una buona idea.
È il sesto della stagione, ma è anche il più importante seppure non appartiene alla categoria di quelli “classici” che vengono preceduti, e sopratutto seguiti, da dileggi e sfottò, a volte anche da polemiche roventi.
Ormai da qualche mese, da quando le due livornesi sono prima e seconda in campionato, era abbastanza facile prevedere che questo scontro diretto, alla penultima giornata, avrebbe significato assai di più di due normali punti in classifica o di una momentanea, effimera, supremazia cittadina.
Qua è in gioco il primo posto alla fine della regular season che non dà diritto a premi o promozioni, ma consente almeno di mantenere il vantaggio dell’eventuale bella in casa per tutta la durata dei play-off.
Insomma, chi vorrà andare in serie B dovrà venire a vincere a Livorno, se al PalaMacchia o al vecchio PalaCosmelli potremmo scoprirlo stasera, verso le 23.
Entrambe le squadre arrivano all’appuntamento scottate dall’ultima uscita e il Don Bosco probabilmente anche menomato dall’assenza di Pastusena: accertamenti sul ginocchio malconcio vengono effettuati in queste ore ma il suo agente Andrea Forti ci diceva ieri che sarà ben difficile vederlo in campo.
Una perdita non da poco, ma anche l’unica opportunità per vedere i rossoblu nella versione che è quella che a Saibene forse piace di più: corsa, ritmo, spaziature, circolazione veloce della palla e scelta di buoni tiri. Certo, innegabilmente sotto si perde (se l’assenza sarà confermata) un intimidatore che costringe a cambiare parabola e un giocatore che è pur sempre il settimo rimbalzista del campionato pur avendo un minutaggio inferiore rispetto a quello di tutti i giocatori che lo precedono in questa classifica.
La sconfitta del Don Bosco con Empoli consentirebbe, in teoria, alla Pielle di giocare per due risultati: vincere, e a quel punto il primo posto sarebbe aritmetico con una giornata di anticipo. Oppure salvare, pur perdendo, lo scarto dell’andata, + 10. Ma di questo Marco Mori non vuole sentire parlare.
«Dobbiamo giocare per vincere — dice — senza calcoli che sono sempre pericolosi. Abbiamo provato a farlo anche a Agliana (dove la Pielle ha raccolto il punteggio più basso di tutto il suo campionato) e potevamo anche farlo, fino agli ultimi minuti siamo stati in partita, il punteggio finale è un po’bugiardo. Stanchi? Mi auguro di no, e comunque questo è il momento di stringere i denti, da domenica prossima ci saranno due settimane di pausa e ci sarà tempo semmai di riposare». È pur vero, però, che la Pielle ha perso 4 volte nelle prime 21 giornate e ben 3 nelle ultime 7: questo, unitamente ai 19 rimbalzi in più presi da Agliana domenica sera, farebbe pensare a un po’di appannamento fisico, cosa del tutto comprensibile, in questo periodo della stagione, con i primi caldi, in gente che va all’allenamento o alla partita dopo una giornata di lavoro. E ora la parola al campo.
PalaCosmelli, prevedibilmente, stipato ai limiti della capienza: presentarsi per tempo potrebbe essere una buona idea.
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