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Livorno, rialza la testa Ma l’attacco è un rebus

di Alessandro Bernini
Livorno, rialza la testa Ma l’attacco è un rebus

Trasferta sul campo della Pro Piacenza aspettando finalmente i gol delle punte Tornano titolari Gasbarro e Venitucci. Squalificati Franco e Igor Protti

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LIVORNO. Per vincere bisogna segnare. Per segnare servono i gol delle punte. Proprietà transitiva: per vincere servono i gol delle punte. E qui sta il problema. Pensate, in tutto il 2017 (dunque in 11 partite), il Livorno ha avuto soltanto 3 reti dai suo attaccanti: 1 dal povero Cellini che poi si è rotto, 1 da Maritato (a Carrara) e 1 da Murilo (con la Viterbese). Poco, troppo poco, tremendamente poco.

Oggi sarà la volta buona? Lo speriamo, perché è chiaro che le chance di piazzare un blitz a Piacenza contro la Pro passano in buona parte dal rendimento delle punte. Mica sempre possono segnare tre centrocampisti come successo a Prato. Tra l’altro Foscarini ha anche un rebus non da poco per le scelte. Maritato è stanco ma non può rifiatare, Murilo è il più fresco ma sabato è stato irritante e tenerlo fuori (a condizioni normali) sarebbe la giusta punizione, Vantaggiato è ancora indietro e ha giocato un’ora sabato, Calil resta un oggetto misterioso, e Dell’Agnello ha giocato poco e quasi sempre senza incidere. Non è che la scelta sia semplice, anche se la coppia Murilo-Maritato sembra avere qualche chance in più.

Di certo ci sarà il ritorno tra i titolari di Gasbarro (tenuto a riposo con la Lupa) e di Venitucci (positivo il suo secondo tempo), con la volontà di avere un Livorno più brillante di quello visto nel primo tempo di sabato. D’altronde qui bisogna dare un segnale, davanti sta scappando anche l’Arezzo è dietro arriva la Giana Erminio. Per carità, non che tra arrivare terzi o quinti ci sia questa grande differenza, anzi. Fuori Franco squalificato un turno (il giudice sportivo ha fermato anche Igor Protti per 10 giorni), potrebbe esserci lo spostamento a sinistra di Galli, ma c’è anche l’ipotesi Morelli. Non aspettiamoci tappeti rossi dalla Pro Piacenza. All’andata persero al Picchi ma venivano da una striscia di 10 punti in 4 partite; oggi sono decimi in classifica e dunque danno battaglia per difendere l’ultimo biglietto di sola andata per i playoff.

Probabile che sia una partita aperta, vivace. Loro di solito non fanno barricate, pareggiano pochissimo (solo 6 volte su 32 partite) e in casa hanno un ruolino di marcia (8 vittorie, 4 pareggi, 4 sconfitte) molto simile al nostro (9-4-3).

Il Livorno di sabato scorso, piatto nel primo tempo e sprecone nel secondo, non può andare lontano. Il Livorno tosto e cattivo di Prato, può vincere. L’atteggiamento con cui affrontare questa partita, ce lo possiamo (e dobbiamo) scegliere.

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