Il Tirreno

Livorno

«Immagini chiare, l’arbitro ha sbagliato»

di Fabrizio Pucci

Il dg Armenia e l’episodio del gol annullato al 93’: «Niente alibi perché il pari è colpa nostra, ma vogliamo rispetto»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Ai tifosi del Livorno accade ogni maledetta domenica dopo un risultato negativo: pensano, rimuginano, soffrono per quello che poteva essere e invece non è stato. Immaginiamoci il nervoso di ieri dopo quel maledetto rigore gettato al vento da Calil al 93', ribadito in rete da Murilo e annullato dall'arbitro Boggi, un episodio controverso che ha indotto la società a prendere una posizione ufficiale.

LE PAROLE DEL DG. A parlare è il direttore generale Paolo Armenia, persona perbene, onesta e pacata: «Faccio subito una premessa: sabato non abbiamo pareggiato con la Lupa Roma per colpa dell'arbitro, ma per mostri demeriti per cui non ci stiamo né arrampicando sugli specchi né attaccando a quanto accaduto nei minuti di recupero della partita. Ma siccome l'anno scorso abbiamo visto un brutto film, non vorremmo assistere a una sua replica anche in questo campionato».

Il riferimento, giusto, è agli arbitraggi negativi che un anno fa hanno contribuito - insieme agli errori della società e degli allenatori e dei giocatori - a farci precipitare in C.

FATTO E DIRITTO. Il direttore va dritto al cuore della questione: «La decisione del signor Boggi di annullare il gol di Murilo ci è parsa esagerata. All'arbitro spetta l'interpretazione delle norme, ma il regolamento lo conosciamo tutti ed è suffragato dalle circolari dell'Aia». Paolo Armenia spiega: «Se un solo giocatore della squadra attaccante e nessuno di quella difendente entra in area prima che il rigore venga calciato, è corretto assegnare un calcio di punizione indiretto in favori di chi il rigore lo subisce. Se però insieme a un attaccante entra anche un solo giocatore dell'altra squadra il rigore va ripetuto. E - fermo immagine alla mano anche in assenza di Rai e Sky - qualche giocatore della Lupa era entrato in area insieme a Murilo».

Detto questo la decisione doveva essere un'altra: «L'interpretazione di Boggi è stata assurda. Nella peggiore delle ipotesi avrebbe dovuto far ribattere il rigore se non addirittura convalidare il gol. A quel punto credo che nessuno della Lupa avrebbe protestato».

RABBIA E REAZIONE. Subito dopo l'annullamento del gol si è creato un capannello attorno all'arbitro: «Le nostre proteste sono state vibrate. Apparentemente scomposte, ma tengo a precisare - dichiara Armenia - che non siamo mai andati al di sopra delle righe e non abbiamo tolto di rispetto al direttore di gara anche perché il pareggio è arrivato per colpa nostra. Tuttavia noi esigiamo quello stesso rispetto. La nostra - al di là del contesto attuale - è una società serie che non merita di essere al centro di spiacevoli situazioni come quella di sabato».

IL PUNTO. Il ragionamento del direttore generale non fa una piega. A partire dalla premessa: le responsabilità della squadra che sull'1-0 anziché schiacciare la Lupa l'ha tenuta in vita con un atteggiamento di sufficienza imperdonabile. Il guaio è che dagli altri campi sono arrivate pessime notizie. La Giana si è confermata animale da trasferta andando a vincere in casa della bollita Alessandria e l'Arezzo ha espugnato Piacenza con la Cremonese che ha fatto il pieno a Siena. Questo significa che primo e secondo posto sono andati. Il terzo è a rischio e c'è da difendere il quarto dall'assalto del Gorgonzola. Tutto questo senza pensare che con un pizzico di attenzione in più - anche al netto degli infortuni - potevamo essere in corsa addirittura per la promozione diretta.

Altro che maledetta domenica. Questo è un anno infame.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web