Gioco
Fiorentina, tre punti ad alta tensione
Il Bologna si difende e basta, Babacar lo castiga e fa polemica. Striscioni contro i Della Valle malgrado la vittoria
FIRENZE. L’obiettivo era superare la trappola-Bologna per tenere aperta la corsa all’Europa, pur difficilissima considerando che l’Atalanta ha vinto ieri anche in casa del Genoa e quindi resta distante 7 punti.
Comunque sia la Fiorentina questa trappola l’ha superata grazie alla rete di Babacar appena subentrato a Kalinic, out per una botta alla schiena. Un’altra vittoria per 1-0, la terza consecutiva dopo quelle contro Cagliari e Crotone., Mai accaduto in questa stagione.
Numeri importanti per una squadra scesa in campo ieri senza Bernardeschi e Vecino oltreché priva dello squalificato Gonzalo Rodriguez, cui vanno aggiunti quelli relativi al rendimento difensivo. Perché con quella di ieri salgono a 4 le partite senza subire gol. Tutto ciò è servito alla Fiorentina per rosicchiare due punti intanto al Milan fermato sul pari a Pescara, anche se il clima resta agitato.
Basta sentire le parole nel fine partita di Babacar che nelle ultime partite ha giocato solo spezzoni: «Ho segnato un gol importante che ci permette di credere ancora all’Europa. Ma non è un mistero che vorrei giocare di più. So di avere davanti un attaccante forte come Kalinic, quindi devo lavorare sodo per farmi trovare pronto e attendere il mio momento. Il futuro? Non so se l'anno prossimo sarò ancora qui, decide la società, purtroppo».
Insomma, uno sfogo vero e proprio per un centravanti che, forte anche del suo rendimento (decimo gol stagionale in 23 partite) di stare ai margini non pare avere proprio più voglia. Solo che Sousa è abile a sorprendere nelle sue scelte. Lo ha fatto anche ieri lasciando inizialmente fuori dalla formazione titolare sia Chiesa che Saponara rilanciando Milic e Cristoforo finora impiegati poco o nulla, schierando Sanchez centrale (il colombiano a fine gara ha fatto sapere di voler restare a Firenze anche l’anno prossimo) e confermando trequartisti Ilicic e Borja Valero a sostegno dell'unica punta Kalinic.
Pure Donadoni ha sorpreso lasciando in panchina per la prima volta in questo campionato il capocannoniere stagionale della squadra, Dzemaili. Salvo gettarlo nella mischia quando la sua squadra si è trovata in svantaggio dopo un primo tempo giocato badando solo a difendersi. Figurarsi che l’unica vera occasione per gli emiliani in tutti i 90 minuri è stata di Maietta poco prima della mezz’ora della ripresa. Troppo poco, tanto che il tecnico bolognese, reduce da due successi di fila prima di questa nuova sconfitta, ha nascosto a fatica rabbia ed amarezza.
Dal canto suo la Fiorentina avrebbe potuto segnare di più solo che come sempre ha fallito tante, troppe occasioni, con Ilicic che ha tirato a lato, Astori che di testa ha fallito da pochi passi, con Borja Valero.
E nella ripresa solo un super Mirante ha impedito al Bologna di subire un passivo più rotondo parando prima sul neo entrato Saponara, poi su una punizione nel finale di Borja Valero. «Speriamo di continuare così - ha commenta l’allenatore Paulo Sousa ribadendo poi (lo ha fatto pure Corvino nel pre-partita) che le battute di sabato sul rinnovo coi viola erano solo un pesce d’aprile. «Sul futuro sono sempre stato chiaro - aggiunge il tecnico - Malgrado ciò ho sempre pagato quindi ho capito che non ne vale la pena».
Clima insomma sempre teso, lo confermano anche gli striscioni apparsi in curva Fiesole contro i Della Valle sollecitati ad andarsene. Il patron Andrea, visibilmente contrariato, ha lasciato lo stadio prima della fine del match senza parlare e così pure tutti gli altri dirigenti.
Il clima evidentemente non era quello che si aspettavano. Del resto, a partire dall’allenatore e dalla rosa, cominciano ad essere un po’ troppi i nodi da sciogliere, ma intanto la terza vittoria di fila che ancora può illudere pensando alla prossima Europa, quantomeno ha contribuito a non esacerbare animi e la parte più accesa della tifoseria..
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
