Il Tirreno

Livorno

Basket, si apre lo scontro “dentro” Labronica

Alessandro Bernini
Basket, si apre lo scontro “dentro” Labronica

Livorno, i genitori accusano la vecchia dirigenza: «Avete distrutto tutto, chiedete scusa e andate via». Il nodo dello svincolo

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LIVORNO. Lo scontro, alla fine, era quasi inevitabile. Troppe le ruggini, troppi i veleni e soprattutto troppi i nodi ancora non sciolti. Dentro Labronica Basket ormai questo scontro è assoluto: da una parte la vecchia dirigenza (con a capo il presidente Monica Mini, anche se sul sito della società la carica risulta al marito Maurizio Bianchi), dall’altra il comitato dei genitori che ha tenuto a galla la barca da metà febbraio a oggi.

Quello che sta succedendo dentro Labronica lo abbiamo raccontato nei giorni scorsi. La volontà di chi tra mille difficoltà sta portando avanti la stagione, è di arrivare a giugno e chiudere l’esperienza Labronica per dar vita a una nuova società denominata Virtus Livorno (anche se adesso sul nome si è aperta una querelle con la  Pardini). La cosa non piace affatto alla “vecchia” dirigenza che su facebook ha pubblicato una nota per certi versi sorprendente. «Stiamo valutando - si legge tra le righe - alcuni progetti proposti che riguardano il settore giovanile, il minibasket e il basket femminile. Presto verranno fatti incontri con i genitori, istruttori, allenatori, creditori per parlare del presente e del futuro. Basta avere pazienza».

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Apriti cielo. Durissima la nota di replica del comitato “We are Labronica” dove in sostanza sono riuniti i genitori che da metà febbraio si adoperano per salvare il salvabile. «In relazione alla nota pubblicata sulla pagina facebook di Libertas Labronica Basket ASD esprimiamo amarezza e stupore. Lo stesso, infatti, è stato costituito a metà febbraio per far fronte alle ingenti spese che servivano e servono tutt'ora per garantire la prosecuzione dell'attività sportiva agonistica e non, sino al 30 giugno 2017.

Dopo l'abbandono dell' associazione da parte della maggioranza della classe dirigente che ha rassegnato le dimissioni (in prima linea la stessa Presidentessa Monica Mini), sono emersi notevoli debiti e nessuna risorsa economica disponibile. Il Comitato, costituito dai genitori di alcuni atleti minorenni, si è, pertanto, prodigato per raccogliere fondi attraverso atti di liberalità ed eventi, che sono stati utilizzati per pagare le utenze (luce delle palestre, acqua per le docce, gas per il riscaldamento), nonché per le pulizie delle palestre, per il parziale rimborso spese allo staff tecnico che accompagna i ragazzi in trasferta, per il sostentamento della foresteria, per il parziale rimborso spese ad alcuni giocatori della prima squadra e per la copertura delle stesse tasse gara. La tassa Fip di Marzo è stata pagata da soggetto terzo, non da fondi raccolti dal comitato. Chiunque sia interessato, può consultare la documentazione che è affissa nelle bacheche delle palestre di Via Pera e Gemini».

«Pertanto - si chiude la nota - si chiede alla dirigenza dimissionaria Labronica Basket, prima di pensare al futuro, di rassegnare pubbliche scuse ai genitori che sino ad oggi hanno sostenuto, attraverso il comitato, l'attività sportiva dei propri figli, che, senza tale sostegno economico e materiale si sarebbe interrotta il 10 di febbraio».

La situazione è complicata. Perché dietro a tutto questo c’è anche un problema materiale, di svincolo, ovvero di “liberare” i ragazzi che adesso giocano con Labronica ma vogliono andare via. Labronica ha 480 iscritti, di questi circa 90 (quelli degli anni 2002, 2003, 2004) hanno già firmato il cartellino e dunque a livello federale non possono cambiare società se non hanno lo svincolo del presidente Labronica, che in questo caso è appunto Monica Mini. E qui cade l’asino. I ragazzi saranno lasciati liberi di cambiare società? Saranno costretti a restare? Verrà chiesto il pagamento del cartellino? La partita si gioca qui, ed è una brutta partita. Perché il rischio assurdo è che dei bambini diventino quasi degli ostaggi.

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