Gioco
«Vedrete, ai playoff avranno paura di noi...»
La carica di Benassi, il guerriero con scarpette nere e zero social. «La società? Non ne parliamo»
LIVORNO. Non ha l'account di Facebook, non twitta e non pubblica foto su Instagram, «perché il mio social è la famiglia». Gioca con le scarpette nere come negli anni '70 e '80, «perché il calcio è fatto anche di umiltà». E non mette il pallone tra le priorità, «perché in Italia ci sono problemi decisamente più importanti».
Ecco la semplicità di Maikol Benassi, 27 anni e niente grilli per la testa, ma solo la voglia di dare sempre il massimo in campo. L'infortunio pre-Olbia è infatti alle spalle, tanto che nelle ultime due partite ha dimostrato di essere all'altezza della situazione. «Sono contento per me e per la squadra - dice - già ad Arezzo c'erano stati segnali positivi, per fortuna con la Viterbese sono arrivati anche i tre punti. Ora siamo pronti per il Prato, una squadra tosta che sta attraversando un buon momento».
E che momento è per il Livorno?
«Buono, abbiamo passato una fase negativa e siamo riusciti a superarla tutti insieme. E ora dobbiamo continuare così, perché possiamo toglierci grosse soddisfazioni».
Ma ora qual è l'obiettivo? Il secondo o il terzo posto?
«Adesso dobbiamo pensare solo a fare il maggior numero di punti, il piazzamento finale sarà la conseguenza. Sicuramente le prossime partite serviranno per migliorare la condizione fisica e mentale».
Tutto in chiave playoff, no?
«Certamente, quello sarà un campionato a parte ed entreranno in gioco tanti fattori; la condizione, i giocatori a disposizione, la fortuna... Poi saranno gare da dentro o fuori, da giocare con intelligenza».
A Prato per?
«Per continuare così, lottando su ogni pallone e dimostrando il nostro carattere. Loro cercheranno di vincere per la salvezza, noi dovremo essere molto concentrati».
Ma si aspettava di essere considerato subito un titolare?
«Cerco sempre di dare il 100% sia in allenamento che in partita, poi le scelte spettano al mister».
Le voci sulla società vi stanno influenzando?
«Nello spogliatoio non parliamo di questo. Capisco l'ansia dei tifosi che amano Livorno e il Livorno, ma in questo momento la squadra è concentrata solo sul campo. Certo, poi io voglio fare il massimo per guadagnarmi il rinnovo del contratto».
Quindi vede il suo futuro a Livorno?
«Mi piacerebbe, questa è una piazza fantastica e giocare qui è stimolante. Amo stare in città del genere, gli stadi pieni mi caricano e spero di rivedere tanta gente al Picchi, perché qui i tifosi sono super».
In altre piazze invece...
«L'aggressione ai giocatori del Taranto è l'ultimo episodio di una catena inaccettabile, purtroppo in Italia le regole non sono rispettate e la severità non viene applicata. Stop ai campionati? Si può scioperare, sì, ma bisogna soprattutto cambiare mentalità».
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