Gioco
Colpo amaranto fra sudore e grinta
Il Livorno espugna Prato dopo oltre quarant’anni e finalmente si rimette a correre
INVIATO A PRATO. Correva il 1974, l'anno del refererendum sul divorzio, di troppe stragi e del primo pc venduto. Ecco, era dal 1974 che il Livorno non vinceva al Lungobisenzio. Il botto arriva ed è fragoroso, un bel 3-1 di quelli che ti regalano una domenica di pace. La crisi sembra passata, 6 punti in due partite spediscono di nuovo il Livorno lassù dove l'aria è buona.
A MUSO DURO. La vittoria non è figlia di calcio-champagne o di spettacolo. La vittoria è arrivata perché il Livorno se l'è giocata a muso duro, con cattiveria agonistica, mettendoci l'animo là dove ci sono ancora dei limiti di gioco. Non è un caso che i tre gol siano arrivati da un difensore (Gasbarro), un esterno (Galli) e un centrocampista (Luci). Oggi il Livorno non è una macchina che sforna gioco come succedeva a dicembre, oggi bisogna vincere sulla compattezza e il cinismo. Come successo ieri.
Dopo il doppio vantaggio, c'era il rischio che il 2-1 di Tavano al 45' mettesse un po' d'ansia. Anche perché comunque questo Prato veniva da 4 vittorie nelle ultime 4 partite in casa. Invece il gol di Luci ha iniziato ripresa ha chiuso il conto, anche se poi il Livorno ha perso qualche metro di troppo rischiando oltre il dovuto.
QUEI 5 PUNTI. In due giornate abbiamo guadagnato 5 punti sulla Cremonese e ora il secondo posto è a meno 4. Quasi da non credere. Di certo questo girone sta diventando una partita a vinciperdi, l'Alessandria andrà in serie B ma ci pare bollita, la stessa Cremonese si è piantata in casa col Pontedera e non gira più. Bisogna sfruttare l'occasione. Anche se restiamo dell'idea che la cosa più importante sia arrivare ai playoff con un gioco, con le gambe giuste e recuperando Vantaggiato e Gonnelli.
SCINTILLE. E pensare che il primo tempo sembrava annunciarci una partita un po' triste, grigia, di quelle da Lega Pro se non di meno. Anche perché il Livorno per almeno una mezzora ha giochicchiato, con Venitucci a cercare la posizione senza riuscirci e rischiando anche qualcosina dietro (decisivo un salvataggio di Galli sulla linea).
Poi, d'improvviso, gli amaranto si sono ritrovati in vantaggio al 34': cross di Valiani su calcio di punizione, Gasbarro va più in alto di tutto e mette in rete con la complicità del portiere pratese. Ecco, in questi dieci minuti si è visto il miglior Livorno: bravo a chiudersi e ripartire, capace anche di girare palla con intelligenza. Tant'è che al 41' è arrivato il raddoppio: un gol da mille e una notte, con Galli che stoppa palla al limite, si gira e lascia partire un siluro di destro che si insacca sul secondo palo. Applausi.
Sullo 0-2 il Prato sembrava ormai cucinato a burro e formaggio. E invece prima dell'intervallo, proprio all'ultimo secondo, Tavano ha trovato il gol del 2-1 su una mezza dormita della difesa amaranto. Da mangiarsi le mani.
LUCI-GOL. Eravamo già pronti a una ripresa di sofferenza. Con Galli fuori (rischiava il rosso, al suo posto Toninelli) e Venitucci troppo trasparente, il Livorno non dava garanzie. Invece il 3-1 di Luci prima del quarto d’ora (palla recuperata e gran destro al giro sul secondo palo) ha messo il sigillo. Si poteva far meglio negli ultimi 20’, soprattutto a livello di possesso palla, ma alla fine clamorose occasioni il Prato non ne ha avute. E allora va bene così. Va benissimo così.
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