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Luci crede nei playoff: «Siamo vivi, vedrete»

Gianni Tacchi
Luci crede nei playoff: «Siamo vivi, vedrete»

Il capitano del Livorno: «Questa e la gara con il Prato sono decisive. Gli infortuni? Pesano molto. Ma i dubbi sul futuro della società incidono...»

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LIVORNO. Adesso, con l'Alessandria ormai irraggiungibile e la Cremonese distante ben 9 punti, la posizione finale conta fino a un certo punto. Adesso, fra la crisi generale e il secondo tunnel di questa stagione, conta soprattutto ritrovarsi in ottica playoff. E Andrea Luci, che ha superato senza problemi la botta al ginocchio di Arezzo e sabato sarà titolare, punta proprio su questo per l'ultimo mese e mezzo di regular season.

«Le prossime due partite rappresentano l'ultima speranza per il secondo posto - spiega il capitano guardando il match con la Viterbese e la trasferta di Prato - ma sinceramente non mi interessa più in che posizione arriveremo, mi interessa solo ricostruire qualcosa e iniziare i playoff con una condizione eccellente. E non parlo solo a livello fisico, ma anche e soprattutto mentale: siamo passati dal sogno primo posto a due sconfitte che hanno cambiato il nostro campionato, quindi c'è stato un calo di concentrazione e adesso lo stiamo pagando. Abbiamo bisogno di una reazione, di una svolta».

E quindi la sfida con la Viterbese cosa rappresenta per voi?

«È una partita chiave per iniziare questo percorso di rinascita, ci serve serenità per lavorare nel migliore dei modi e ritrovare fiducia».
Ma quanto stanno pesando gli infortuni col Como?

«Hanno inciso, anche perché avevamo trovato il giusto assetto e l'aggancio all'Alessandria sembrava a portata di mano. Poi è cambiato tutto e ora vincere il campionato è impossibile. A fine mercato sono arrivati alcuni giocatori di spessore, ma serve tempo per certi meccanismi».

Il Livorno non segna da 375 minuti e le punte sono a secco dal 22 gennaio: perché?

«Il problema è di tutta la squadra, non solo dell'attacco. In campo ci ritroviamo divisi in due tronconi, così non riusciamo ad aiutare la fase offensiva e prendiamo anche delle ripartenze».

Un altro motivo può essere la mancanza di un giocatore di fantasia?

«Sappiamo di non avere un elemento del genere, capace di saltare l'uomo e creare la superiorità numerica, ma abbiamo studiato altre soluzioni e il mister punta molto sugli inserimenti senza palla».

È vero, ma spesso Valiani va a prendere palla nella sua zona e così manca chi si inserisce.

«Abbiamo caratteristiche simili ed è normale che si abbassi anche lui, ma possiamo giocare insieme e l'abbiamo dimostrato. Sicuramente dobbiamo accompagnare di più l'azione, altrimenti l'attacco continuerà a far fatica. Nelle ultime partite, Olbia esclusa, non abbiamo quasi mai tirato in porta. E questo problema va risolto immediatamente».

Sulla crisi stanno pesando anche le ultime parole di Spinelli?

«Forse sì, inconsciamente sì. Qualcuno ha il contratto anche per la prossima stagione e i dubbi sul futuro non aiutano».

Intanto non si vede da mesi...

«Anch'io non l'ho più sentito, invece sarebbe utile averlo qui: è una figura importante e la sua presenza ci aiuterebbe».

Dal campo agli spalti: quest'anno i tifosi hanno dato grandi risposte.

«Sì, e io penso già ai playoff: sono sicuro che se dovessimo arrivare alle final four di Firenze, laggiù verrebbe mezza Livorno. A proposito di tifoserie, vorrei aggiungere una cosa».

Prego.

«In alcune piazze di Lega Pro stanno succedendo episodi vergognosi, con squadre aggredite dai loro sostenitori: voglio manifestare la vicinanza di tutto il Livorno all'Ancona, al Matera e al Catanzaro, vittime di violenze da parte dei tifosi. Un altro episodio del genere potrebbe portare a uno stop del campionato, come sottolineato anche dall'Associazione italiana calciatori».
 

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