Gioco
Amelia: «Caro Livorno, ho battuto il Pisa per te»
Livorno, debutto super di Marco Amelia con la maglia del Vicenza. «I tifosi mi hanno inondato di sms prima e dopo la partita...»
LVIORNO. Lunghi mesi di inattività, poi il paradiso all'improvviso. Una telefonata arrivata una domenica mattina e per Marco Amelia è iniziata una nuova avventura. Dall'altra parte della cornetta il difensore del Vicenza Zaccardo: «Marco, qui abbiamo bisogno di te». E il “nostro” portiere non ci ha pensato due volte. Prima è salito in macchina e poi è sceso in campo. Due settimane fa a Cesena è entrato a partita in corso. Domenica pomeriggio ha giocato dall'inizio e ha vinto contro il Pisa al termine di una rimonta pazzesca con due reti segnate negli ultimi 7' e in inferiorità numerica.
PROFUMO DI DERBY. Lui, ci scherza su: «Non avevo mai giocato contro i nerazzurri. Quando ero a Livorno vidi i derby dalla panchina. L'altro giorno è stato diverso». Dentro il suo petto batte un cuore amaranto: «In effetti la soddisfazione è stata doppia. Ho gioito per la mia squadra e anche per i tanti tifosi livornesi che prima e dopo la partita mi hanno inondato di sms e di post sui social. Loro stanno vivendo un momento avaro di gioie e sono felice che da un altro stadio sia arrivato il motivo per sorridere». Gli attestati di affetto e stima sono stati numerosi. Amelia però confessa: «Il messaggio che mi ha colpito di più? Quello di Osvaldo Jaconi. Sapeva che Vicenza-Pisa sanciva il mio ritorno in campo e mi è stato vicino e poi ha aggiunto che si trattava di una sfida doppia proprio per via dei nostri trascorsi amaranto».
SANA RIVALITA'. Amelia, però stempera subito il clima del derby: «Quando la rivalità è sana e resta nel contesto sportivo, credo che sia un arricchimento per tutti. Domenica ho giocato il primo tempo sotto la curva dei tifosi nerazzurri ed è stato bello. Ne conosco molti perché ho vissuto per molti anni a Tirrenia e qualche amico pisano ce l'ho. Ecco. È stata una giornata davvero piacevole».
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MARCO E IL VICENZA. L'ex numero uno amaranto non ha mai smesso di sentirsi un giocatore. Certo, ha attraversato momenti duri, ma ora è rinato: «Ho sempre avuto voglia di tornare in campo. Le richieste non mi mancavano, ma spesso mi veniva proposto di fare la riserva». Alla soglia dei 35 anni invece Amelia non si sente finito: «Neanche per idea. Per tornare a giocare ho scelto la piazza giusta. Qui c'è grande tradizione e una società che dopo anni di difficoltà ha risolto i problemi economici. C'è un bel centro sportivo con sei campi su cui si allena anche la Primavera. Vicenza mi ricorda Livorno perché anche qui hanno vissuto un ciclo indimenticabile culminato con il successo di Coppa Italia e la semifinale in Coppa delle Coppe. Sono davvero felice».
EMOZIONE. Lui passa per essere un freddo. Eppure domenica pomeriggio anche Amelia si è abbandonato all'emozione del ritorno. «A Cesena non ebbi il tempo di pensarci. Entrai durante la partita e via. Domenica invece mi sono gustato tutto. Dal riscaldamento alla partita: i rumori, gli odori del campo. Ho provato un forte senso di liberazione. È stato come se fossi tornato a casa».
TRE & 23. La gioia per la vittoria con il Pisa è amplificata dalla riuscita della sua scuola calcio, la Tre & 23: «Sì, abbiamo 40 ragazzini. Siamo partiti a gennaio, ma ci siamo. Lavoriamo in prospettiva di giugno quando curerò di persona il camp e per la prossima stagione. So che ieri c'erano le foto dei miei bimbi sul giornale. Sono felicissimo. Soffro invece per il Livorno. Forza ragazzi!».
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