Gioco
«Spinelli e Nogarin, diteci tutta la verità»
Troppi dubbi e nessuna mossa concreta: i tifosi del Coordinamento Club si mobilitano e chiedono un incontro urgente
LIVORNO. Diciassette righe. Con buona pace dei superstiziosi. Diciassette righe di un comunicato denso di significati con cui i tifosi organizzati, preoccupati per il futuro del calcio a Livorno, scendono in campo chiedendo chiarezza a tutte le componenti che gravitano attorno al pianeta amaranto. Anzi. Per la precisione a chi il pianeta amaranto lo governa - il presidente - e alle istituzioni che non possono più sottrarsi alle istanze della gente.
Gli argomenti sul tavolo sono tanti: il futuro della società - con o senza Spinelli - e le condizioni in cui versa lo stadio Armando Picchi. Il consiglio del Coordinamento Club Livorno li ha affrontati tutti partendo da un concetto base: il Livorno siamo noi e non possiamo essere bypassati in un momento così difficile e delicato della storia amaranto.
Adesso non è più possibile far finta di niente: del doman non v'è certezza e per diradare le nuvole nere che ormai sono sopra la testa degli sportivi il CCL ha chiesto formalmente un incontro a Spinelli, al sindaco Nogarin e all'assessore allo sport Morini. L'auspicio è che si arrivi a un appuntamento senza seguire i lunghissimi tempi della politica, perché qui se non si 'quaglia' , si naviga a vista in un mare che invece richiede una rotta precisa e sicura stabilita a tavolino.
GESTIONE SPINELLI. Il sasso nello stagno lo ha lanciato il presidente Spinelli dieci giorni fa dalle colonne del nostro giornale: “Spero che si faccia avanti qualcuno. Se ci sono acquirenti sono disposto a regalare il Livorno. Anzi. Posso pure contribuire con una sponsorizzazione da mezzo milione di euro”.
La Lega Pro è davvero una rimessa e Spinelli sta realmente meditando di fare il passo dell'addio, magari dopo aver incassato i tre milioni della cessione di Favilli per contenere il disavanzo di bilancio in termini per lui “umani”, accettabili vale a dire nell'ordine del milione e mezzo di euro.
A quel punto verrebbe meno l'ultimo ostacolo tra la volontà di cedere e l'effettiva possibilità di farlo.
Il problema è che per chiudere il cerchio serve un soggetto interessato. E da questo punto di vista si attendono gli eventi, nella speranza che si muova qualcosa di concreto. Ma è chiaro che anche l’Amministrazione comunale deve fare il suo compito, agevolando per quanto possibile (dunque sul piano dei rapporti) gli interessati.
QUESTIONE STADIO. Quello del futuro della società è un tema caldo, incandescente, ma la questione dello stadio non è per nulla tiepida. Il vecchio impianto ha bisogno di un massiccio intervento di consolidamento strutturale.
In particolare entro il 28 aprile deve essere effettuato un lavoro conservativo delle parti in cemento armato. L'amministrazione comunale ha già stanziato mezzo milione di euro per l'effettuazione di questo intervento. Il tempo però stringe.
Il 28 aprile è lontano appena un mese e i tifosi ogni volta che vanno a vedere il Livorno guardano con preoccupazione la condizioni dei muri esterni dello stadio, quelli che costituiscono il biglietto da visita dell'impianto. Tutto questo in attesa di una vera e propria, profonda ristrutturazione che al momento è solo un'idea, un desiderio del sindaco. La realtà però è un'altra cosa.
AL FIANCO DEL LIVORNO. I tifosi del CCL rivendicano il 'sacrosanto diritto di sapere, conoscere, capire quale futuro li attende'. Nel frattempo però non intendono abbandonare la nave che si trova ad attraversare acque agitate.
Anzi. Da parte del presidente Falchini e dal consiglio all'unanimità arriva l'appello ad affiliarsi ai club, “a portare un contributo di idee, ma soprattutto ad andare allo stadio a sostenere la squadra”. "Amaranto è la nostra bandiera" è il motto che deve unire generazioni di tifosi che adesso incalzano presidente, sindaco e assessore.
C'è bisogno di chiarezza. La gente di Livorno la merita, l'onore della maglia pure. Non è più tempo di giochi di prestigio.
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