Il Tirreno

Livorno

SE RIBALTARE LA PARTITA NON È DA TUTTI

di MASSIMO BRAGLIA

MASSIMO BRAGLIA. Anche la capolista Alessandria e la seconda in graduatoria Cremonese, nel turno di sabato, sono passate in svantaggio: la differenza rispetto al Livorno è che loro hanno ribaltato il...

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MASSIMO BRAGLIA. Anche la capolista Alessandria e la seconda in graduatoria Cremonese, nel turno di sabato, sono passate in svantaggio: la differenza rispetto al Livorno è che loro hanno ribaltato il passivo, i labronici (che però, bisogna aggiungere, erano in trasferta, le altre in casa), non ci hanno messo quella determinazione feroce che in Lega Pro è indispensabile.

Qualcosa è successo, perché pochi mesi era stato il Livorno a ribaltare il match proprio a Cremona, e poi aveva steso l’Alessandria. Ora è un’altra squadra, evidentemente: pesano gli infortuni, pesa forse un atteggimento mentale e psicologico inconscio di chi era lanciato e poi è di nuovo inciampato. Ad Arezzo a spaccare la partita è stato un gesto tecnico di un attaccante decisamente agé come Davide Moscardelli: tunnel, sinistro da 35 metri nel sette più lontano. Quello degli attaccanti che migliorano con gli anni è un po’ un leit motiv di questa Lega Pro, basti vedere Sasà Bruno, a 13 centri come Moscardelli; lo stesso Cellini, prima dello stop, era già a 15. La tecnica e la classe fanno ancora premio, e questa è una buona notizia. Vedi Galloppa, che a Carrara sta cercando di rilanciarsi: il suo mancino è uno spettacolo.

E ora? Semplice: per la B diretta rimane un discorso a due Alessandria-Cremonese; i palyoff saranno un altro campionato, ma bisogna cercare di arrivarci in condizioni fisiche e psicologiche ottimali.

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