Il Tirreno

Livorno

La fortezza sta crollando A Livorno passano tutti

di Fabrizio Pucci
La fortezza sta crollando A Livorno passano tutti

Gli amaranto hanno perso 3 delle ultime 4 in casa e il sogno primo posto è svanito I motivi? Il traumatico post Como, gli infortuni e un gruppo che ha perso certezze

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. C'era una volta ad Ardenza un fortino chiamato Armando Picchi. Stadio vetusto, carico di gloria e di storia. Magari da ristrutturare, ma praticamente impossibile da espugnare. Ci fu un tempo in cui il Livorno vinceva le partite prima di iniziarle. Si decideva tutto nel sottopassaggio. Qualche sguardo truce, un paio di paroline giuste sibilate nelle orecchie dei malcapitati avversari e le squadre di passaggio nella casa amaranto capivano che quel giorno non sarebbe stata aria e che imbarcare anche un solo punto sul pullman del ritorno sarebbe stata un'impresa.

Altri tempi. Oggi purtroppo, se non vengono stesi tappeti rossi, poco ci manca. E proprio in casa il Livorno ha perso l'autobus per il primo posto. Incredibile, ma vero. In trasferta i ragazzi di Foscarini non perdono dal 16 ottobre (0-1 a Siena), mentre in casa hanno prese 3 delle ultime 4 partite.

SENSAZIONI E NUMERI. Abbiamo ancora sul palato l'amarezza per quel primo tempo di sabato sera troppo brutto per essere vero: Livorno massacrato da una squadra povera tecnicamente e sfiduciata come il Siena di quest’ultimo periodo. A questa spiacevole sensazione - qualcuno poi ci dirà che male abbiamo fatto nella vita per non vincere in casa con i bianconeri dal 1997 - si aggiungono i numeri a certificare la tristezza di un ruolino di marcia casalingo che mortifica il prestigio e le ambizioni.

Gli amaranto hanno vinto poco più della metà delle partite giocate sotto gli occhi dei loro tifosi: 8 su 15. Delle rimanenti 7 ne hanno perse tre (con il Como, la Giana e il Siena) e pareggiate 4. E attenzione perchè di queste 4, 2 furono riprese per i capelli. Con il Pontedera a novembre ci pensò Maritato a togliere le castagne dal fuoco segnando il gol del definitivo 1-1 nei minuti finali. Contro il Piacenza ce la vedemmo ancora più brutta perché gli emiliani, il 7 dicembre, si portarono sul 2-0 prima che lo stesso Maritato e Cellini rimettessero le cose a posto. Poco, troppo poco per poter aspirare a un traguardo ambizioso. E infatti il Livorno, in casa, ha conquistato 9 punti in meno rispetto all’Alessandria.

ANALISI DEL PROBLEMA. Preso atto delle cifre e dello stato d'animo generato da questo rendimento balbettante, il passo successivo, quello più sensato, è di scovare le cause di questi flop. Forse non è un caso che il Livorno abbia iniziato a perdere nell'esatto istante in cui ha smarrito certezze ed equilibri. Ko mezza squadra con il Como, gli amaranto non sono stati più gli stessi. Tuttavia questa considerazione, da sola, non è sufficiente per spiegare la striscia negativa. E non è più possibile attaccarsi al vecchio ritornello delle squadra che all'Ardenza si chiudono e a casa loro sono costrette a fare la partita, prestando il fianco ai contropiede amaranto. Non è più possibile perché Como, Giana e Siena per larghi tratti hanno fatto il comodo loro nel nostro salotto. In che modo? Giocando con sfrontatezza, alzando il baricentro e aggredendo. Tutte cose che faceva, doveva fare e dovrebbe continuare a fare il Livorno.

E allora ecco che di nuovo torna in ballo la questione dell'atteggiamento. Signori, riavvolgiamo il nastro: ricominciamo a vincere le partite nel sottopassaggio, poi se ne riparla. Certo. Purtroppo Igor Protti è in panchina e non gioca più. Cristiano Lucarelli allena il Messina e Doga e Balleri si occupano di giovanili. Altri tempi. Altre facce.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web