Gioco
SPALLETTI FA I CONTI SENZA SARRI
di CORRADO ORRICO Nel calcio può capitare che la tua migliore qualità si trasformi nel tuo peggior difetto. È successo a Spalletti, allenatore formidabile per capacità di adattamento alle varie...
di CORRADO ORRICO
Nel calcio può capitare che la tua migliore qualità si trasformi nel tuo peggior difetto. È successo a Spalletti, allenatore formidabile per capacità di adattamento alle varie situazioni di gioco, che però stavolta ha fatto i conti senza l'oste. Le scelte pensate ad hoc si sono rivelate sbagliate e Sarri, da ottimo allenatore qual è, ne ha subito approfittato: i quattro difensori di ruolo dovevano bloccare l'attacco del Napoli, ma i lungagnoni giallorossi hanno subìto la rapidità dei piccoletti partenopei, e hanno tarpato le ali alla Roma, senza incursioni laterali e senza cross per Dzeko. Vero: nel finale poteva pur maturare un pari, ma sarebbe stato un pari "di rabbia": ormai la partita l'aveva vinta e meritata sul piano tattico Sarri, che si è preso la rivincita sul collega dopo il ko dell'andata.
Nel frattempo, ci si chiede se l'Inter possa raggiungere proprio Roma e Napoli. Una cosa è certa: se non dovesse farcela, dovrà fare mea culpa per aver puntato a inizio anno su un tecnico a digiuno di calcio italiano come De Boer. Pioli, con un lavoro serio e di spessore, sta dimostrando come l'Inter sia tra le big di questo torneo.
Il problema sono i tre mesi persi con l'allenatore olandese, mai concentrato sul capire le dinamiche del campionato di Serie A. Perché ci sia una volata a tre, Roma e Napoli dovrebbero andare in crisi. Ipotesi difficile, così il rischio per l'Inter è terminare il torneo con il grande rimpianto di non aver seguito gli esempi dei fallimenti dei vari Luis Henrique, Rudi Garcia, Rafa Benitez: tutti allenatori capaci, che però hanno pagato dazio per il loro complesso di superiorità e il mancato adattamento al nostro calcio.
È altrettanto difficile, infine, che i cinesi si "adattino" a Berlusconi nell'acquisto del Milan: già in estate avevamo previsto questo scenario, nonostante le firme: con il Cavaliere non c'è mai niente di scontato, visto il suo obiettivo di provare a ottenere sempre qualcosa in più del dovuto. La vicenda del closing è intricata, talmente intricata da far pensare ai cinesi che i 200 milioni versati non siano nulla rispetto agli 800 totali. E adesso? Vista le astuzie di Berlusconi e la tradizione di mercanti dei cinesi, l'accordo è sempre più in alto mare.
(a cura di Giorgio Carlini)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google