Gioco
Rissa fra genitori al match tra baby tenniste
È successo nel Pratese: sospesa la sfida di Coppa delle province con Arezzo, squadre squalificate
PRATO. Offese, urla, spintoni, schiaffi. E poi un’autentica rissa sugli spalti, mentre in campo giocano dei ragazzini. Era successo recentemente in occasione di una partita di calcio giovanile, purtroppo tristemente avvezzo a scene del genere, ormai al pari del pallone dei grandi.
La scena si è ripetuta qualche giorno fa durante una sfida tra baby tennisti - ambito in cui simili intemperanze sono meno frequenti - in un circolo della provincia pratese, durante uno degli incontri della Coppa delle province - manifestazione a cui partecipano bambini e bambine dai 9 agli 11 anni - nel turno che vedeva opposte la rappresentativa di casa a quella di Arezzo. I primi incontri sono stati contraddistinti da un grande equilibrio e, durante una partita tra due bambine, un genitore è intervenuto dagli spalti per “chiamare” una palla da lui giudicata fuori, ma non segnalata dalle due piccole tenniste: ne è scaturito un acceso battibecco, poi sfociato in una vera e propria rissa, che prima ha coinvolto un genitore della parte avversaria e poi altre persone. La situazione si è rapidamente surriscaldata, tra lo sconcerto delle giovanissime atlete, costrette a interrompere, tra le lacrime, la loro sfida. Sono volate parole grosse, schiaffi e spintoni. E a poco è servito il tentativo di placare gli animi, e di riportare il clima alla normalità, effettuato dai capitani delle due squadre e dal giudice arbitro.
In conseguenza dell’accaduto, il confronto è stato sospeso e a poche ore da questo increscioso episodio è arrivata la decisione del giudice sportivo, che ha squalificato dalla manifestazione entrambe le rappresentative. Per la cronaca, i due team avevano già passato il turno; dunque, a rendere ancor più grottesca, oltre che, ovviamente, condannabile, la vicenda, c’è il fatto che quel confronto doveva essere nient’altro che puro divertimento per i piccoli tennisti.
Sergio Braccini
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