Il Tirreno

Livorno

L’extra time tradisce ancora una Lucchese fuori dalla zona playoff

di Luca Tronchetti
L’extra time tradisce ancora una Lucchese fuori dalla zona playoff

Il Como pareggia su corner nell’ultima azione della partita. Salgono a cinque le settimane senza la gioia dei tre punti

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LUCCA. L’extra time tradisce di nuovo la Lucchese. Che, come era accaduto due settimane fa con il Pontedera, subisce un gol nel recupero che fa sfumare la tanto agognata e meritata vittoria che ormai manca da cinque turni con la squadra scivolata all’undicesimo posto e quindi fuori dai playoff. Segno che qualche errore di troppo viene commesso in zona Cesarini e forse sta venendo meno quella brillantezza e quella maturità necessaria per portare a casa partite importanti ai fini della classifica e del morale. Intendiamoci, non tutto è da buttare. Perché rispetto alle ultime due deludenti prove con i granata in casa e la Lupa Roma a Tivoli, Espeche e compagni contro un Como decisamente più esperto e manovriero hanno sfoderato un’ottima prestazione e avrebbero meritato i tre punti. Eccezion fatta per il primo quarto d’ora - quando i lariani con maggiore precisione avrebbero potuto far davvero male dalle parti di Nobile - i rossoneri, in campo per la prima volta dall’inizio del campionato con la linea verde (tre ragazzi nati nel 1996, due nel 1995 e uno nel 1994), hanno tenuto saldamente in mano le redini del match dimostrando di non essere inferiori al più quotato avversario. Purtroppo nei momenti topici della sfida sono mancati i centimetri dello squalificato Dermaku e dell’influenzato Fanucchi costretto a dare forfait in mattinata e il 5-4-1 dell’ultimo quarto d’ora non è stato sufficiente a portare a casa l’intera posta. Diciamo che in questo frangente la Dea Bendata sta voltando le spalle alla Lucchese, ma è bene ribadire che i punti conquistati nelle prime nove giornate del girone di ritorno (10) sono gli stessi ottenuti nel girone d’andata (10). A dimostrazione che, pur privi di elementi del calibro di Forte e Terrani, i ragazzi di Galderisi riescono a tenere botta ad avversari decisamente più agguerriti e che si sono rafforzati nel mercato di gennaio.

Funziona la linea verde. Il 3-4-2-1 di Galderisi nel quarto d’ora iniziale sembra naufragare di fronte alla maggior dinamicità e all’ottimo possesso palla dei lariani che con Chinellato e Cristiani, ispirati dall’irresistibile Di Quinzio, sfiorano il gol del vantaggio che avrebbe incanalato il match su binari decisamente diversi. Ma dopo aver rischiato di perdere la bussola con Nobile che s’improvvisa persino libero, la Lucchese guidata dal sempiterno Mingazzini e da un sontuoso Bruccini il miglior mediocentro della categoria, esce dal guscio e inizia a fare sul serio e costruisce quattro nitide palle gol che spreca malamente. La più clamorosa sui piedi di Raffini che solo davanti a Zanotti si fa ipnotizzare dal portiere lombardo e spreca la più facile delle opportunità. In una parola è una Lucchese che costruisce, ma non concretizza.

La bomba e la beffa. Nella ripresa i padroni di casa insistono e il Como si fa vivo di tanto in tanto con ripartenze poco incisive. D’Auria, De Feo e Bruccini ci provano a ripetizione con il centrocampista che alla fine (24’) sblocca il risultato con un missile rasoterra su calcio di punizione dal limite che aggira la barriera e s’infila nell’angolo alla destra del portiere lariano. Galderisi si copre e inserisce gli incontri Nolè, Gargiulo e Cannoni per rafforzare il centrocampo. Sembra fatta specie dopo che l’arbitro annulla un gol del difensore ospite Nossa su punizione dalla trequarti di Di Quinzio. Invece all’ultimo secondo la testa di Fissore, che sale in cielo, brucia sul tempo tutti e deposita in fondo alla rete scavalcando Nobile. E l’incubo rossonero continua.

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