Gioco
Figc, è la madre di tutte le elezioni
Tavecchio contro Abodi, oggi il governo del calcio sceglie il suo numero uno
ROMA. Tutto è pronto: oggi l'assemblea elettiva della Figc sceglierà il futuro capo del calcio italiano e la lotta sarà tra Carlo Tavecchio, presidente uscente che si candida a completare la sua opera, e Andrea Abodi, ormai ex n.1 della Lega di B. Al momento, stando ai consueti numeri della vigilia e alle dichiarazioni di voto delle componenti, in pole c'è l'attuale presidente. Superati i marosi dell'elezione passata, tra la piena crisi post-Mondiale e anche qualche gaffe verbale, se gli assetti elettorali hanno cambiato lo scenario, Tavecchio gode comunque dell'onda lunga dei suoi due anni e mezzo di governo. Vanta i riconoscimenti internazionali degli ultimi due anni e mezzo e promette di portare avanti il progetto delle seconde squadre per la A e più risorse per la B. Abodi chiede una federazione «più trasparente, moderna e condivisa», e punta sul settore giovanile e sulle infrastrutture. Ora la federcalcio si prepara ad una nuova battaglia, e più dei programmi pesano gli schieramenti, stavolta trasversale tra leghe e componenti tecniche. Il 74enne presidente uscente, dirigente di lungo corso e una lunga carriera alle spalle, in questi due anni e mezzo ha cercato di mediare nelle beghe delle varie Leghe. Gode dell'appoggio della serie A e cercherà di pescare anche nella serie cadetta, non totalmente «bulgara» nel voto pro-Abodi. Il suo zoccolo duro si chiama però Lnd, la Lega Dilettanti che ha guidato per 15 anni e che è, cosa che più conta, è la componente con più bacino di voti (34%). In suo favore si è anche schierata l'Assoallenatori guidata da Renzo Ulivieri (10%). La serie A, che pesa per il 12%, si presenta spaccata per la sua governance interna ma a larghissima maggioranza è per Tavecchio. Il quale facendo un pò di conti arriverebbe sopra il 50%, fatte salve eventuali sorprese del voto segreto sulle quali per altro puntano tutti e due i candidati. Abodi, più giovane, dirigente di presenza e oratoria, non si dice dunque sconfitto in partenza. Guida la Lega di B dal 2010 e per correre per la Figc ha deciso di dimettersi facendo sapere anche che non ci tornerà in caso di sconfitta.
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