Gioco
La serie A secondo Amoruso «Non è vero che è scarsa...»
Ex calciatore di buon successo, adesso Lorenzo Amoruso fa l'opinionista (ha commentato gli Europei per la Rai, adesso collabora con le maggiori reti televisive) ma ha vissuto le migliori stagioni...
Ex calciatore di buon successo, adesso Lorenzo Amoruso fa l'opinionista (ha commentato gli Europei per la Rai, adesso collabora con le maggiori reti televisive) ma ha vissuto le migliori stagioni della sua carriera all'estero, nelle file dei prestigiosi Glasgow Rangers. Ci aiuta a capire perché la serie A è diventato il campionato più "casalingo".
Lei ha giocato tantissimo all'estero, che differenze ci sono con il nostro campionato? «Giocare per le squadre anglosassoni ti fa diventare un idolo dei tifosi, visceralmente attaccati ai colori sociali. La differenza è però nel tipo di approccio; all'estero la partita è un divertimento limitato ai 90' mentre da noi è vissuta con troppo amore ed in caso di risultato negativo genera frustrazione. Ci sono persone che il lunedì sono di pessimo umore perché la loro squadra del cuore ha perso. Questo eccesso non va bene, ricordiamoci che comunque stiamo parlando di sport. In più, almeno in Inghilterra, non ci sono episodi di violenza; sono stati bravi, anche ricorrendo alle maniere forti, ad estirparla dagli stadi». Perché in questa stagione in Italia si vince così tanto in casa?
«Molto dipende dalla qualità dei nostri allenatori; porto l'esempio di Allegri e Spalletti, due che hanno l'ossessione per la vittoria, trasmessa alle loro squadre. Il livornese è avvantaggiato dal valore aggiunto regalato dallo "Stadium" ma entrambi vogliono vincere, sempre e comunque. Un po’ come faceva Conte, e lo si vede anche in Inghilterra, non a caso il suo Chelsea in casa ha vinto 10 partite su 11. Una causa può essere anche il lancio dei tanti giovani talenti: magari davanti al proprio pubblico si sentono più riparati, più protetti e gettano il cuore oltre l'ostacolo per raggiungere i tre punti».
Diamo un'occhiata al campionato...
«Non sono d'accordo con quanti dicono che la serie A sia scarsa, lo dimostrano i molti risultati a sorpresa, ad esempio la recente vittoria della Fiorentina sulla Juve. C'è un maggiore equilibrio grazie anche alla qualità degli allenatori, bravi ad amplificare le qualità delle loro squadre minimizzandone i difetti. La Juventus è l'ovvia favorita ma deve ancora conquistare lo scudetto, crocevia fondamentali saranno le trasferte a Napoli e nella Roma giallorossa ed il ritorno delle Coppe. Al riguardo penso che la Juve possa fare tanta strada, almeno fino alle semifinali e che il Napoli abbia le qualità e le caratteristiche ideali per impensierire il Real».
Lei ha giocato a Firenze, diamo uno sguardo a viola ed Empoli.
«Gli azzurri dopo un avvio stentato, ma era prevedibile con un tecnico all'esordio assoluto, si sono risollevati, anche se hanno perso a Crotone. Bravo è stato Martusciello a trovare la quadratura del cerchio, lanciando il georgiano Mchedlidze. La viola gioca bene, si vede la mano di Paulo Sousa, ma ha disputato un'andata altalenante anche a causa della ristrettezza della rosa. Infatti ha trovato difficoltà quando mancavano alcuni big. Se acquisisce continuità può lottare per l'Europa League».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
