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Fiorentina prima al festival dei rimpianti

Fiorentina prima al festival dei rimpianti

Partita rocambolesca, i viola si fanno raggiungere dal Genoa e sprecano una buona occasione in chiave Europa League

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FIRENZE. «Purtroppo ancora una volta non siamo riusciti a chiudere la partita, dobbiamo avere più fame in certi momenti, più attenzione: i nostri errori hanno permesso al Genoa di riaprire la partita».

La rabbia di Paulo Sousa, la delusione di tutto il clan viola (non è un caso che il patron Andrea Della Valle abbia lasciato lo stadio senza parlare), l'amarezza degli stessi giocatori per una grande occasione persa nel turno di campionato in cui hanno perso Lazio e Milan e ha pareggiato l'Atalanta a Torino. Il 3-3 con il Genoa, al termine di una gara a dir poco rocambolesca, ha il sapore della sconfitta per i viola che avrebbero, vincendo, avvicinato la zona-Europa. Invece nonostante il doppio vantaggio ottenuto nel primo tempo con Ilicic (quarto gol in campionato, festeggiato tra le lacrime, nel giorno del suo 29.o compleanno) e a inizio ripresa con il sempre più sorprendente Federico Chiesa, al suo primo sigillo in A al Franchi dopo aver colpito la traversa nel primo tempo, la Fiorentina si è fatta sempre rimontare. Due minuti, dal 14' al 16' e il Genoa che già l'aveva battuta a Marassi un mese e mezzo fa ha saputo riaprire il match con l'altro figlio d'arte presente in campo, Giovanni Simeone, e con il neo acquisto Hiljemark in un'azione da presunto fuorigioco. Mica finita però. Perché pochi minuti dopo Kalinic ha riportato in avanti la Fiorentina, realizzando la sua decima rete stagionale su assist di Bernardeschi appena entrato, la prima dopo il grande no ai faraonici ingaggi del calcio cinese. Sul 3-2 la maggior parte dei tifosi (applausi alla curva Fiesole per il toccante striscione in omaggio ai soccorritori di Rigopiano) ha creduto che stavolta la partita fosse finalmente chiusa e il risultato al sicuro. Ma a cinque minuti dalla fine Bernardeschi è stato espulso per un presunto tocco di mano su affondo di Izzo, sulla linea, e l'arbitro Orsato, oltre a ritenere la decisione affrettata, ha pure assegnato il rigore al Genoa. Rigore che Simeone non ha fallito, portando a dieci i gol realizzati finora in campionato e rendendo amarissimo il debutto in viola di Sportiello.

«Dobbiamo capire il perché di questo black out - ha dichiarato il portiere schierato per i problemi fisici di Tatarusanu alla vigilia - Purtroppo abbiamo perso due punti». Ecco il grande rimpianto per questa Fiorentina che però non ha tempo da perdere perché già incombe la trasferta di Pescara, recupero del match rinviato l'8 gennaio per neve. Una partita che a questo punto la Fiorentina non deve assolutamente fallire se vuole continuare a restare agganciata al sogno-Europa, specie dopo l'uscita dalla Coppa Italia. Intanto oggi alle 12 sarà presentato allo stadio Saponara , ieri in tribuna dopo le visite. «Lo volevamo già l'anno scorso, non si allena da 10 giorni», dice Sousa che dovrà rinunciarvi per mercoledì. L'ex empolese si è detto felicissimo: «Ho fatto tutto di corsa per cercare di essere subito disponibile e per cogliere questa grande opportunità al volo, come la Fiorentina mi ha chiamato non ci ho pensato due volte». Il neo viola indosserà la maglia numero 21. Sembra decadere invece l'interesse per Cáceres e non è mai decollato davvero quello per l'interista Santon. «Ora pensiamo a rimetterci in marcia», dice Sousa, anche se dovrà fare l'esame di coscienza sugli errori anche da lui commessi nel corso della partita, a livello di tenuta difensiva e pure a centrocampo e in avanti dove la squadra fatica sempre a concretizzare.

Brunella Ciullini

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