Gioco
Valiani la tocca subito piano: «Meglio qui che a Pisa»
Livorno, presentati i due nuovi acquisti del Livorno. Franco: «Ho trovato un gruppo super»
LIVORNO. 38 e 7. Potrebbe essere la febbre amaranto che misura l’entusiasmo dei tifosi in questi giorni. Ma 38 e 7 sono anche i numeri di maglia scelti da Michele Franco e Francesco Valiani per la loro avventura nel Livorno. Ieri la loro presentazione alla stampa. Sorrisi, pacche sulle spalle, ma anche la voglia matta di tuffarsi nel campionato e non alla De Coubertin. Loro infatti non sono qui per partecipare, ma per vincere.
CIAO PISA. Un concetto che Valiani non ha mandato a dire: «Proprio così. Alla mia età – ha detto il centrocampista - ho scelto Livorno d’istinto e di pancia perché trovo che lottare per vincere il campionato in Lega Pro sia molto più stimolante di una serie B per rimanere in categoria». Il riferimento è al Pisa che pure aveva messo gli occhi addosso: «Mi aspettavo questa considerazione. Qualche tifoso si è già complimentato con me per la scelta fatta. Diciamo che erano situazioni diverse». Livorno però era nel destino di questo ‘ragazzo’ di 36 anni: «Dovevo venire tre anni fa in serie A quando c’era Nicola. Insieme a me, da Siena, sarebbe dovuto arrivare anche Angelo, poi non se ne fece di nulla».
CONSIGLI DEGLI AMICI. L’ex giocatore del Bari ha incontrato decine di volte da avversario il Livorno per cui conosce la piazza: «Proprio così. E poi ad invogliarmi sono stati i feedback positivi avuti dai fratelli Lucarelli con cui ho giocato. Loro mi hanno convinto anche se fin dal primo giorno ero ben disposto per trovare l’accordo. La trattativa? Abbiamo fatto quadrare le componenti tecniche ed economiche e tutto è filato liscio».
PRESSIONE. Il Livorno gli chiede corsa, temperamento, esperienza e qualità. Mica poco. Ma Valiani non è preoccupato: «Anzi. Amo sentirmi responsabilizzato e sotto pressione. Questo è un altro motivo che mi ha spinto qui. Spero di poter mostrare il mio valore in pochissimo tempo. In questi giorni ho parlato con l’allenatore. A lui piace molto confrontarsi con i giocatori. Anche a me piace molto parlare. Alla mia età penso di poter dare consigli utili ai ragazzi più giovani».
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IL CAMPIONATO. Inevitabile parlare della corsa al primo posto: «Trovo una situazione simile a quella lasciata a Bari, solo che qui dobbiamo rincorrere una squadra e là molte di più. E comunque ci sono anche i playoff. Vincere un campionato a 36 anni sarebbe stupendo». In questa stagione Valiani giocherà per la prima volta contro la Pistoiese: «Sono nato a Pistoia. Ho giocato lì. Sono tifoso arancione e con i livornesi me la sono vista sul campo e anche fuori. Giochiamo a casa mia l’ultima giornata. È la prima cosa che ho guardato quando ho firmato per il mio Livorno».
IL FRANCO DIFENSORE. Spigliato e loquace anche Michele Franco ha dapprima spiegato i motivi dell’addio alla Salernitana: «Dopo due anni meravigliosi, durante i quali sono stato apprezzato come uomo e come calciatore, ho avuto qualche problema negli ultimi sei mesi. A settembre mi sono operato di appendicite, sono rimasto fuori e a quel punto si sono rotte delle situazioni. Ora però sono felice di essere qui e non sono parole di rito. Ringrazio la società e il ds Ceravolo che mi hanno voluto fortemente».
IL CAPITALE UMANO. Nei giorni scorsi Foscarini ha dichiarato che l’integrazione di Franco nel gruppo è stata perfetta. Il ragazzo ha spiegato perché: «In questa squadra – ha detto – ci sono tanti bravi ragazzi e tutti remano dalla stessa parte. L’aspetto tecnico e tattico è fondamentale, ma solo se c’è una solida base sul piano umano si può essere a buon punto per raggiungere gli obiettivi. Dopo tutto Ceravolo quando mi chiamò mi disse che cercava giocatori, ma soprattutto uomini di temperamento e capaci di entrare nel migliore dei modi nello spogliatoio».
PRONTO PER L’USO. Michele Franco potrebbe essere utilizzato domani nella sfida contro il Como di cui è un ex: «Io mi sono sempre allenato e sto bene. Certo, la partita è un’altra cosa, ma fisicamente sono in condizione di giocare. Posso fare il terzo nella difesa a tre, ma anche il centrale in quella a quattro. Sono duttile. Poi è chiaro che sarà Foscarini a utilizzarmi nel ruolo che lui riterrà più opportuno».
DI PADRE IN FIGLIO. La prima telefona che Franco ha fatto appena ha saputo dell’interessamento del Livorno, è stata a David Balleri, suo compagno di squadra nel 2008/09 nel Como: «L’ho sentito subito e ha dato la sua benedizione al mio trasferimento qui. Sapete qual è stata la cosa più strana che mi è accaduta da quando sono a Livorno? La scorsa settimana ci siamo allenati allo stadio. Abbiamo giocato contro la Berretti e sulla mia corsia di sinistra avevo come avversario Gabriele Balleri, il figlio di David. È stato davvero strano. Ai tempi di Como io ero un ragazzo, David aveva 39 anni e Gabriele era un bambino».
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