Gioco
Il diktat di Mazzoni «Io valgo per uno, qui conta il gruppo»
LIVORNO. Nel primo tempo è stato un muro e ha fermato Cais e Foglio, nella ripresa si è superato e ha salvato il risultato su Rosaia e Dell’Amico. Sì, tutta la Carrarese è andata a sbattere contro...
LIVORNO. Nel primo tempo è stato un muro e ha fermato Cais e Foglio, nella ripresa si è superato e ha salvato il risultato su Rosaia e Dell’Amico. Sì, tutta la Carrarese è andata a sbattere contro Luca Mazzoni, il migliore in campo nella quinta vittoria consecutiva del Livorno, la prima del 2017. Super tra i pali, insomma, ma anche decisivo nelle dinamiche interne dello spogliatoio, perché il suo carattere e la sua leadership sono stati due aspetti fondamentali nella svolta amaranto. I suoi guanti, insieme alla perla di Maritato e al rigore di Cellini, hanno invece confezionato il blitz di Carrara, visto che il Livorno ha rischiato tanto in difesa. «Dopo ogni sosta – spiega il portiere classe 1984, tornato a casa la scorsa estate dopo una stagione a Terni – ci sono sempre da verificare e valutare alcune cose, alcuni aspetti. Nel primo tempo abbiamo sofferto più del dovuto, ma poi siamo rientrati abbastanza bene in campo ed è arrivata una vittoria importantissima».
Impossibile non parlare dei suoi interventi.
«È andata bene. Quello di Carrara è un campo difficile, dove loro potranno dar fastidio a tutti in questo girone di ritorno. Noi abbiamo dimostrato di saper soffrire, ma non dobbiamo più rischiare così tanto: non sempre ti va bene…».
Ma intanto sono arrivati altri tre punti.
«Ecco, per noi contavano soprattutto quelli, perché ci hanno permesso di allungare la striscia positiva (adesso siamo a 13 risultati utili di fila, ndr) e di riprendere nel migliore dei modi dopo la pausa».
Al di là del gioco, il carattere e la consapevolezza in campo erano gli stessi degli ultimi mesi: è d’accordo?
«Sì, non sono stati smarriti. E sono proprio questi gli aspetti più importanti nell’arco di una stagione, nell’arco di un campionato così lungo e complicato. Dobbiamo portarci sempre dietro questa consapevolezza nei nostri mezzi e nelle nostre qualità, altrimenti significherebbe ripartire da zero».
Sono i giocatori di categoria superiore come lei, Jelenic e Luci a decidere partite del genere?
«Assolutamente no. È il gruppo a fare la differenza, non 3-4 giocatori. Tanti ragazzi sono cresciuti moltissimo rispetto a inizio stagione e adesso, al completo, siamo una squadra importante per la categoria».
Con la Cremonese a +1 e l’Alessandria meno solida rispetto a qualche mese fa, si inizia a guardare la classifica?
«No, pensiamo ancora partita per partita, poi vedremo…».
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