Gioco
La stella del fango, tra corse estreme e sfide impossibili
Alessio Carmignani nei top 100 mondiali di Spartan Race «Le gare sono metafore della vita: non temo più gli ostacoli»
LIVORNO. Un tempo c'erano gli Iron Man. Ora il mondo dello sport estremo - dalle "Inferno Run" ai "Ninja Warrior" - è di coloro che sguazzano nel fango, o meglio, vi corrono come se non ci fosse un domani. Alessio Carmignani, livornese, classe 1986, è uno di questi. A luglio vi abbiamo raccontato come questo atleta stesse affrontando un estenuante campionato fatto - come pochi - di sudore e fatica; adesso, possiamo darvi i numeri dei suoi incredibili risultati a livello internazionale: novantaseiesimo nel mondo, venticinquesimo in Europa, secondo a livello italiano per le "Spartan Race" - quinto assoluto (terzo assoluto nel campionato a squadre, con l'Asia Warrior Team di Siena) per le "Mud Run" nel campionato italiano, sbaragliando ventimila partecipanti totali. Quasi trecento chilometri nel fango in 23 gare, saltando ostacoli e trascinandosi dietro, per chilometri, pesi da 25 chili: Alessio (nella vita, trainer all'Accademia dello Sport di via Garibaldi) ci crede. Crede e sente di poter migliorare il suo risultato personale nel 2017, anche perché, quello appena trascorso, era il suo primo anno di "militanza" attiva nel campo delle "Corse nel fango".
Spiega Alessio (primo toscano sul podio nella storia di una Spartan Race - il terzo posto a Taranto nella categoria "sprint"): «Sarà un piacere ed un onore rappresentare l'Italia nel 2017, sarà una sfida enorme». E più la sfida è grande, più Carmignani si diverte: «Quest'anno mi concentrerò su due grandi eventi, oltre il campionato italiano e le Spartan: il campionato europeo in Olanda a luglio e il campionato del mondo in Canada a ottobre».
Obiettivi stupefacenti per un atleta che ha iniziato il suo percorso, un po' per caso se vogliamo, seguendo un amico (l'istruttore Valerio Ulivi sempre dell'Accademia dello Sport) ad una "Inferno Run". Là, ha scoperto la sua vocazione, piazzandosi subito fra i primi classificati fra centinaia di partecipanti. Dopo 18 mesi, è qui che guarda al mondo.
Per il salto fuori dall'Italia, Alessio si sta preparando a fondo. Sta affrontando i circuiti preparati appositamente per lui da Serena Jura, atleta e preparatrice italiana residente in Florida, che segue Alessio in Italia (e quattro ragazzi torinesi, i componenti della nuova squadra di Alessio, la "Ocr Heroes", acronimo che sta per "Obstacle Course Race"). «Se vedete passare uno che corre con dei secchi da muratore pieni di calcinacci lungo il Rio Ardenza nei giorni di pioggia, probabilmente, sono io», scherza Alessio, ma fino ad un certo punto: gli allenamenti per le corse nel fango sono "estremi" tanto quanto le gare (all'intervista si è presentato con una "sciarpa" di sabbia da 30 chili, da mettersi al collo prima di andare a correre, ndr). Una grande avventura, al momento senza sponsor, nonostante la sua partecipazione al programma "Ninja Warrior" che, nel luglio scorso, che l'ha visto arrivare alle semifinali.
«Gli sponsor nello sport sono importanti, ma chi pratica questa disciplina sa benissimo che la 'Mud Run' è una metafora della vita: mentre corri o cammini, improvvisamente, ti trovi davanti un ostacolo, una buca, un muro da scalare o un peso da trascinare. E non bisogna fermarsi né arrendersi». Non a caso Alessio insegna questa "filosofia" nei suoi corsi da trainer. «Sono contento che decine di persone come me, normali, abbiano tentato di mettersi alla prova con questo tipo di attività, che ti dà tanto, ti fa crescere l'autostima e ti insegna a superare le difficoltà».
Una delle marce in più di Alessio è l'energia da vendere - che di questi tempi, non è poco. Il famoso detto “Dalle stelle al fango” a lui gli fa un baffo: del fango, Alessio Carmignani, è la vera stella.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
