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Tonfo-Grosseto grifoni umiliati nello scontro per la salvezza

GROSSETO. Non ci siamo. Non ci siamo ancora. Non c’è la testa, non c’è la prestazione, non c’è la qualità tecnica. C’è solo l’illusione, quella durata fino alla mezzora del primo tempo, dopo il gol...

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GROSSETO. Non ci siamo. Non ci siamo ancora. Non c’è la testa, non c’è la prestazione, non c’è la qualità tecnica. C’è solo l’illusione, quella durata fino alla mezzora del primo tempo, dopo il gol di rapina di Marchionni, abile a trovare l’angolino alla destra del portiere del Sestri Levante su una mischia da corner.

Preso il gol dell’1-1, il Grosseto baby scompare dal campo: subisce il secondo gol, si innervosisce (sintomatico il battibecco di Biondo con un avversario all’uscita dopo il primo tempo), incassa il terzo gol e, nel recupero, trova il modo di portare a 4 il passivo. Mai in stagione ne aveva prese tante in una sola partita.

C’è da lavorare - e Alessio Bifini lo sa - per cercare di allineare il Grifone a uno standard che permetta di giocarsi la salvezza nella corsa finale. Penultimo a 15 punti dopo 19 giornate, il Grosseto di ieri ha fallito l’aggancio alla diretta rivale, adesso a quota 18.

Cronaca scarna quella della sconfitta stagionale numero 10 (la quinta in casa), subita in uno Zecchini sferzato dal vento gelido, deserto per la seconda partita a porte chiuse. Eppure il primo tempo si apre con il gol di Marchionni: una zampata in area sul primo e unico corner calciato dai biancorossi. Poi Dagnino spariglia le carte in attacco: Mobilio, passato improvvisamente da destra a sinistra, in contropiede buca il portiere. È la mezzora, e otto minuti dopo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, c’è il raddoppio di Santiago. Da lì il tracollo.

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di Redazione web