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Il gol, la dedica e Napoli ai suoi piedi

Il gol, la dedica e Napoli ai suoi piedi

La sliding door di Tonelli: mesi in panchina, poi la gioia pensando al primogenito

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Cinque mesi a marcire sul fondo della panchina. Con tanti pensieri cattivi in testa: il suo mentore, proprio lui, Maurizio Sarri, che non lo fa giocare, una condizione fisica ballerina, con tanti acciacchi fastidiosi, una fiducia che piano piano scricchiola, fino ad autorizzare tanti, cattivi pensieri: non stavo meglio a Empoli? Potev o scegliere un’altra squadra?, e così via.

Finchè si spalancano le sliding doors del destino: i titolari che partono per la Coppa d’Africa, un altro che non sta bene, l’allenatore che finalmente ti dice che sì, questa volta tocca a te. La vita napoletana di Lorenzo Tonelli è iniziata così, nella freddissima serata del San Paolo contro la Sampdoria. Novanta minuti di ottimo controllo di califfi come Quagliarella e Muriel, qualche errore figlio dell’emozione. E poi arriva il 95’, passa il tram del destino. Strinic si mangia la fascia sinistra e la mette in area. Pane per i bomber, per Mertens, per Gabbiadini? Macchè, in mezzo all’area c’è lui, il Lorenzo da Firenze, il figlio del chirurgo che con il gol ha una certa dimestichezza: ad Empoli ne ha infilato quattordici, mica pochi. Sliding doors, e Lorenzo sceglie la porta aperta, quella che lo fa diventare in un attimo l’idolo del San Paolo: piattone destro, prepotente, sotto la traversa che regala tre punti-Champions al suo Napoli.

E la foto postata su Twitter è più significativa di ogni esultanza, il pollice in bocca come a imitare un bambino con il ciuccio. Il gol alla Samp si porta dietro infatti una decica speciale: per il suo primogenito in arrivo. La compagna Claudia era allo stadio per l’esordio azzurro di Lorenzo nonostante sia all’ottavo mese di gravidanza. E la più felice per il suo Lorenzo è stata lei.

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