Gioco
IL COACH GIALLONERO»CARLO BELLAVISTA
LIVORNO. «Queste vacanze me lo sto proprio godendo, ho imparato dalla vita che i momenti piacevoli vanno presi al volo». Carlo Bellavista, coach dell’emergente Labronica, non vuole cadere nella...
LIVORNO. «Queste vacanze me lo sto proprio godendo, ho imparato dalla vita che i momenti piacevoli vanno presi al volo». Carlo Bellavista, coach dell’emergente Labronica, non vuole cadere nella trappola della falsa modestia.
«Sapevamo di essere forti, di partire nel ristretto numero delle favorite. Certo, fare 11 su 11 è qualcosa che ci rende tutti orgogliosi».
Molti dicono che allenare le squadre "corte" è più facile, ci sono meno bocche da sfamare, tutti i senior hanno i loro minuti e non si creano malumori nello spogliatoio.
«Certo, finchè non ti si fa male qualcuno. Invece abbiamo giocato partite senza Sollitto, senza Vaccai, senza Melosi, addirittura quattro senza Giardini. Quelle nelle quali i sette titolari c'erano tutti sono state pochissime. Siamo stati bravi durante la settimana a creare un equilibrio di squadra, a non dipendere da un giocatore. Ho la fortuna di avere dei giocatori duttili: ho provato Spinelli da play e ha risposto bene, Niccolai si è adattato a giocare più vicino a canestro quando non c'è stato Giardini».
Avere Mario Gigena in questa categoria è come avere un quadro di Picasso in sala da pranzo, ma si poteva anche pensare che fosse venuto qua a raccogliere gli ultimi spiccioli di una luminosa carriera...
«Mario è un professionista, nel senso della serietà con la quale affronta gli impegni: per lui giocare contro Milano o contro Asciano fa poca differenza, dal punto di vista della qualità dei suoi allenamenti. È uno che parla poco, ma quando apre bocca, che sia in spogliatoio o durante un time-out, tutti gli altri fanno immediatamente silenzio, consapevoli che avrà qualcosa di importante da dire. Un leader, senza discussione».
Un campionato che rischia di diventare una noiosa tappa di trasferimento verso i play-off di maggio. Con una insidia, però.
«Sto già pensando a una partita, gara1 dei play-off. Ci sono buonissime possibilità che ci arriveremo da primi, non voglio dire da imbattuti perché sarebbe presuntuoso. Ecco, come in tutte le formule nelle quali non c'è niente in palio per chi arriva primo, quella è la partita più importante e delicata della stagione. Nelle serie al meglio delle cinque, ti puoi anche permettere di perdere la prima perché il tempo per rimediare c'è, ma quando giochi due su tre metti che buchi la prima gara e tutto il lavoro di un anno rischia di andare in fumo. Dovremo farci trovare pronti».
La vera sfida per restare vincenti.
( f.p.)
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