Gioco
Il bòtto amaranto spazza via i grigi
La corazzata Alessandria in vantaggio, poi il doppio siluro di Cellini la affonda: Livorno in trionfo
LIVORNO. Una squadra senza colore non poteva fermarci. È il Livorno più bello, il Livorno che torna a far battere il cuore, il Livorno che non si ferma più, il Livorno di cui andiamo fieri. Al Picchi affonda anche l'Alessandria che pure prima di ieri non aveva mai perso: adesso anche il signor Braglia torna sulla terra e forse i marziani si sentono un po' meno sicuri. Anzi, togliete pure il "forse". Si è capito dalla reazione nervosa e scomposta di qualche giocatore al fischio finale.
Non sappiamo se questa vittoria basterà per riaprire la corsa al primo posto. Di certo sappiamo che solo una squadra con un cuore grande così ribaltare la partita dopo essere andata sotto dopo un quarto d'ora per puro caso. Il killer della serata è Marco Cellini, uno che in serie C vale molto più di un conto in banca. E un'altra cosa ci piace sottolineare con la matita rossa: oggi è sbocciato un nuovo amore tra la tifoseria amaranto e una squadra dalla quale finalmente ci sentiamo rappresentati.
UN GRAN LIVORNO. In questo momento ci piace sottolineare la pazzesca trasformazione del Livorno nel giro di due mesi. Eravamo l'anticalcio, una squadra che andava avanti a lanci lunghi, con la buona volontà che si scontrava con la completa assenza di una identità tattica. Ci ha messo un po' di tempo Foscarini, ma oggi è un piacere veder giocare il Livorno: manovra che si allarga a fisarmonica, Luci regista di categoria superiore che spezza e riparte con una lucidità, due ali che attaccano, due punte come Cellini e Maritato che spostano.
All'andata c'era un abisso tra Alessandria e Livorno. Oggi siamo sullo stesso piano, e a nostro parere nel serbatoio del Livorno ci sono più energie. Senza dimenticare che dietro l'angolo c'è il rientro di Vantaggiato, e se Spinelli a gennaio facesse un paio di colpi...
ARBITRO GRIGIO. Ah, sia chiaro. Nessuno ci ha regalato niente. Anzi. Sul gol dell'1-0 Gonzalez (in netta posizione di fuorigioco) va verso la palla, per poi spostarsi all'ultimo istante quando vede arrivare Iocolano. Il regolamento parla chiaro: Gonzalez non si disinteressa, quindi bisogna fermare il gioco per fuorigioco. Quattro minuti dopo Lambrughi finisce giù in area per un intervento a dir poco dubbio: grandi proteste dei giocatori amaranto, ma il solito Amoroso ingoia ancora il fischietto.
BOTTA E RISPOSTA. Il Livorno come detto si è ritrovato in svantaggio senza neanche accorgersene. Alla prima puntata in avanti dell'Alessandria si è ritrovato sotto: bella la giocata di Iocolano, ancora più bella la girata di Marras che con un gran sinistro dal limite al volo è andato a mettere la palla sul secondo palo. Il Livorno a testa bassa ha ripreso subito ad attaccare, come un toro ferito. E prima della mezzora ha trovato il giusto pareggio. Tutto è nato dalla prima azione sulla destra di Jelenic, decisivo l'assist al volo di Lambrughi sul quale si è avventato come un falco Cellini, infilando la palla sul primo palo.
CELLINI E MAZZONI. Oggi l'alone di squadra perdente che ci ha avvolto negli ultimi 3 anni ce lo siamo però tolti dalla pelle. E il secondo tempo si è trasformato in un capolavoro. Immediato il 2-1 di Cellini che di testa è andato a spizzicare da due passi un cross al bacio di Luci (ancora lui) facendo cadere lo stadio. La reazione dell'Alessandria è stata da squadra di alta classifica, ma non da fenomeni. Mazzoni ci ha messo la manona (aiutato poi dal palo) su Bocalon, ma è stato Cellini ad avere la palla del 3-1 senza però trovare la porta solo davanti a Vannucchi. Nel finale qualche cross, un paio di mischie, ma niente da far tremare davvero un Livorno compatto e fiero.
NIENTE MAGLIA AMARANTO. Pochi minuti prima della partita, il Livorno è stato costretto a togliersi la maglia amaranto e indossare quella gialla. La causa? L'arbitro Amoroso ha detto che c'era il rischio di confondere l'amaranto con il grigio . L'Alessandria doveva cambiare maglia e indossare quella bianca, che però i magazzinieri avevano dimenticato a casa. A memoria, erano almeno 30 anni che il Livorno non giocava in casa una partita senza la maglia amaranto. Visti i risultati, si può anche non aspettarne altri 30.
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