Gioco
Livorno si fa il regalino di Natale
Va sotto col Racing, poi Foscarini cambia tutto e ribalta la partita con Lambrughi e Cellini
INVIATO A ROMA. Un regalino ci può stare. Poco costoso, che fa piacere agli avversari, da acquistare in mezzora. Il regalino del Livorno al Racing è stato il primo tempo. Loro l’hanno scartato e se lo sono goduto finché hanno resistito le pile. Un regalino col timer, insomma. E nel secondo tempo è uscito il Livorno: uno-due nel giro di 120 secondi e il pacco col fiocco è passato nelle mani dei tifosi amaranto.
Gustiamoci il Natale. Terza vittoria consecutiva, 11 risultati utili di fila, e dietro l’angolo la sfida con l’Alessandria degna dei botti di Capodanno.
I RISCHI. Nettamente più forte il Livorno, lo ha dimostrato il campo. Ma a volte la partite nascono male e finiscono peggio, ne sa qualcosa l’Alessandria che sta asfaltando tutti eppure in questo campetto spelacchiato ha pareggiato 1-1 salvandosi al 92’.
Diciamoci la verità: dopo un quarto d’ora del secondo tempo eravamo preoccupati, molto preoccupati. Sotto 1-0 e con la squadra che sbatteva la testa contro un muro. La pazienza è una qualità che serve per scalare le montagne più alte, e il Livorno di questa dote, fino a quel momento, aveva fatto un pessimo uso.
Foscarini (le cui scelte difensive di inizio partita ci hanno lasciati un po’ perplessi) ha capito che bisognava allargare il gioco, ha inserito Cellini ma soprattutto è passato dal 3-5-2 al 4-3-3, con la manovra che d’improvviso ha trovato spiragli d’aria sulle fasce. Guarda caso proprio da due cross (il primo di Murilo e il secondo di Jelenic) sono arrivati i gol che hanno chiuso la partita.
3-0 E VIA. Al di là di uomini e schemi, il Livorno nel primo tempo non ha avuto un buon atteggiamento. Forse i giocatori in campo pensavano con la testa dei tifosi: chiudiamola subito, un bel 3-0 al 20’ così poi non si soffre più.
Ma non era questo il film in programmazione nel campo di Casal del Marmo. D’altronde il Racing quali armi poteva usare? Mettersi dietro, chiudersi, sbarrare il più possibile la strada al Livorno. Lo ha fatto con semplicità rischiando solo su una punizione di Venitucci e trovando all’improvviso il vantaggio poco prima della mezzora con Loglio, in un contesto di distrazione di massa della difesa amaranto.
Ecco, le distrazioni. Quelle sì che stavano per fare danni. Meno male che poco dopo Mazzoni ha salvato ancora su Loglio lanciato tutto solo verso la porta dopo un errore di Gasbarro da ultimo uomo.
CAMBIO MARCIA. Non si poteva andare avanti così. Difesa impacciata, centrocampo che si reggeva sul solo Luci, un giocatore (Venitucci) che non trovava mai la posizione giusta finendo, attaccanti cercati poco e male, anche perché sulle fasce nè Lambrughi nè Gasbarro riuscivano a proporsi con continuità.
I rimedi di Foscarini sono stati efficaci. Con Toninelli (al posto di Gasbarro) si è passati a 4 dietro creando sostegno e copertura per la spinta sulle fasce. Dal 15’ del secondo tempo la pressione si è trasformata in assalto e infatti poco dopo è arrivato il gol del pareggio: solita bella apertura di Luci a destra per Murilo, cross al centro e sul secondo palo è sbucato Ale Lambrughi a metterla dentro.
Allargare le braccia per dire “finalmente” e segnare un altro gol, è stato in pratica tuttuno. Perchè, palla al centro, il Livorno ha ripreso a premere come un martello pneumatico e dopo due minuti è arrivato il raddoppio: stavolta il cross è stato di Jelenic, eccellente il movimento da bomber di razza di Cellini che è andato ad attaccare il primo palo e con un tocco sotto ha battuto il portiere del Racing.
UOMO IN PIU’. Restavano ancora poco più di 20’, forse ci sarebbe stato modo e tempo per chiuderla prima. Anche perché al 30’ il Racing è rimasto pure in 10: a prendersi il rosso è stato Taviani per una gomitata in area (amaranto) a Martino Borghese.
In 10 contro 11 però il Livorno non ha affondato, si è limitato al giro palla (per quanto possibile su un campo buono per piantarci le patate) e a tenere lontano il Racing dalla nostra area.
Va bene così. Bravo Livorno. Tutti consapevoli però che contro l’Alessandria servirà una partita di spessore triplo. Sotto ogni profilo.
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