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Il belga è il nuovo “core” del S. Paolo

Ha fatto dimenticare Higuain. Sarri: «Un giocatore straordinario»

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NAPOLI. Un poker da sogno, chiuso con un pallonetto alla Maradona. È Mertens che si prende tutta la copertina di Napoli-Torino, con il poker che certifica la sua definitiva esplosione da centravanti e l'ingresso nell’immaginario collettivo dei tifosi del Napoli.

Un posto accanto a Cavani, che ha firmato l’ultimo poker del Napoli, nell'Europa League 2012 contro il Dnipro (finì 4-2). E accanto a Savoldi che nel 1977, curiosamente proprio il 18 dicembre, ha firmato l'ultimo poker del Napoli in campionato, nel 5-0 al Foggia.

Quattordici gol stagionali, 10 in campionato e 4 in Champions League, in un crescendo straordinario che lo ha portato a segnare otto gol nelle ultime tre partite: uno a Lisbona, poi la tripletta al Cagliari e il poker al Torino.

«Se mi rendo conto di quello che ho fatto? No, devo prima andare a casa e pensare un po’. Sono solo molto contento e voglio continuare a dare tutto», queste le prime parole dette a caldo a fine partita, ancora col fiatone per quella lunga corsa sotto la Curva B dopo il pallonetto del quarto gol, con la mano sul cuore, mentre i compagni di squadra lo applaudivano, Chiriches diceva “Mamma mia” e i tifosi ripensavano alle magie di Maradona.

Un paragone che Mertens prende con il sorriso: «Un gol alla Diego? Diciamo che devo ancora lavorare un po’». Intanto, lavorando lavorando, il folletto belga ha raggiunto Gonzalo Higuain in classifica cannonieri: 10 gol, come il “core ingrato” che i tifosi del Napoli hanno già dimenticato.

E con i quattro gol di oggi al Torino, Dries ha raggiunto un altro storico bomber azzurro, Edinson Cavani a cui appartiene l’ultimo poker della storia azzurra, quello rifilato al Dnipro nel girone dell’Europa League 2012.

Ora il Napoli con il poker di Mertens è tornato in zona Champions, scavalcando il Milan e salendo al terzo posto, a un solo punto di distacco dalla Roma.

Una scalata che il Napoli non vuole frenare: «Dobbiamo ancora migliorare - dice Mertens - perché oggi abbiamo concesso un gol facile al Torino e questo non lo dobbiamo fare. Abbiamo segnato tanto, abbiamo giocato bene ma abbiamo commesso anche errori alla fine». Errori veniali, però, quando davanti hai un Mertens così scatenato.

«Mertens è un giocatore straordinario, ma è la squadra che lo facilita con il gioco che sta esprimendo. Anche se dal punto di vista della mentalità dobbiamo crescere: doveva essere una partita strachiusa e invece non lo è stata. Abbiamo preso gol su tre stupidaggini, leggerezze che non dobbiamo assolutamente commettere». Ma intanto la corsa a braccetto con Mertens prosegue.

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di Redazione web