Gioco
Fame Livorno, divorata l’arancia
Un monologo degli amaranto, la Pistoiese paga l’approccio soft. Pioggia di cori contro Abodi
LIVORNO. È la notte del Livorno, unica squadra in campo in un derby senza storia. Ma è anche la notte dei tanti cori contro Andrea Abodi, presidente della Lega di serie B, preso di mira per tutta la partita dai tifosi del Livorno. Perché il presente e suo comportamento nella vicenda-Pisa lo conoscono tutti, ma qui nessuno dimentica cosa il signor Abodi ha combinato lo scorso anno nei confronti del Livorno. La vita, caro Abodi, è una ruota e a volte basta mettersi sulla riva del fiume.
Partita a senso unico, dicevamo. E il 3-0 è il fedele specchio di un derby rimasto in equilibrio dieci minuti e poi diventato preda del Livorno. La Pistoiese veniva da 4 vittorie nelle ultime 6 partite ed era logico aspettarsi qualcosa in più, sotto ogni profilo. Forse è la vittoria più autorevole degli amaranto, concentrati e cinici fin dall'inizio, mai un black out, mai la sensazione di mollare la presa anche quando la partita ormai era in cassaforte. Come una grande squadra. Due reti nel primo tempo, il 3-0 a inizio ripresa e buonanotte ai suonatori.
AVANTI LIVORNO. Decimo risultato utile consecutivo, sei vittorie nelle ultime otto partite, terzo posto in solitaria e finalmente una partita senza subire gol.
Stavolta il Livorno non ha regalato un tempo, si è preso il centrocampo grazie alla lucidità di capitan Luci, ha trovato l'inventiva di Venitucci che finalmente ha dimostrato le sue qualità nella due fasi, ha blindato le fasce con Lambrughi a sinistra e Jelenic a destra, ha chiuso tutti gli spifferi dietro nonostante il forfait in extremis di Gasbarro. Strano il calcio: a sostituire Gasbarro è stato Rossini e proprio lo svizzero ha sbloccato la partita.
L'ALTRA PISTOIESE. Può starci un passo falso, d'altronde la striscia positiva era lunga e comunque adesso far risultato contro il Livorno è dura per tutti.
Tatticamente il 4-3-1-2 di Remondina si è rivelato fragile in mezzo e il tentativo di non dare punti di riferimento davanti schierando Rovini e Gyasi (con Colombo in panchina) ha finito per disorientare anche i compagni. Varano non è mai riuscito a mettere la museruola a Luci e anche dietro ci sono stati troppi buchi.
Qualcosa di buono si è visto negli ultimi 20' , ma sul 3-0 ormai la frittata era già cotta e servita. Sono altre comunque le partite e i campi dove cercare punti per entrare nei playoff.
SOLO 11 IN CAMPO. La sensazione che la Pistoiese potesse creare problemi al Livorno è durata 10 minuti, forse ancora meno. Il tempo di vedere un po' di aggressività, 6-7 azioni con pressing alto e un tiro di Gyasi respinto da Mazzoni col piede. Poi l'arancione è tramontato, ed è stato solo Livorno. Gli amaranto hanno preso il centrocampo grazie a Luci ed è un iniziato un mezzo assedio. Al quarto d'ora il vantaggio, sul quarto angolo per il Livorno: di Rossini la volé vincente dopo una mezza mischia in area.
La reazione della Pistoiese è stata misera, un po' di possesso palla in mezzo al campo e basta, anche perché la ricerca di profondità si infrangeva sempre sui piedi di Gonnelli o sulla testa di Borghese.
Il 2-0 è stato solo sfiorato prima da Cellini e poi da Borghese (miracolosa la respinta di Feola sul colpo di testa del difensoree), ma la zampata vincente era nell'aria ed è arrivata al 42': splendido colpo di tacco di Cellini per l'inserimento di Venitucci che di piatto ha piazzato la palla sul secondo palo.
CHIUDE CELLINI. Nessuna chance per la Pistoiese di riaprire la partita, anche perché nella ripresa è arrivato ben presto pure il 3-0. Ha fatto tutto amcora Cellini: prima si è procurato il calcio di rigore (aggancio in area di Varano) poi dal dischetto ha infilzato Feola. In pratica al 15' la partita era già ai titoli di coda.
L'ultima mezzora si è giocata senza troppe catene tattiche, ci ha provato la Pistoiese ma anche il Livorno in contropiede ha sfiorato in varie occasioni il 4-0. Ma sarebbe stato solo folklore.
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