Gioco
L’uovo di Colombo «Quel gol al Milan farà la mia storia»
Per la prima volta torna al Picchi il killer del 2005 «Livorno in C fa male al cuore, ma tornerete su»
LIVORNO. Avversario per novanta minuti, ma mai nemico. Il condottiero della Pistoiese attesa domenica sera all’Ardenza è l’ex amaranto Corrado Colombo. Lui è entrato nella storia del Livorno alle 15 e 27 del 23 gennaio 2005 grazie a quello storico gol da tre punti segnato al Milan in tap in dopo la respinta di Dida sul colpo di testa di Vidigal: indimenticabile non solo per l’attuale attaccante degli arancioni, ma anche per tutta la nostra città.
È chiaro che per l’eterno ragazzo di Vimercate, il derby con il Livorno non è una partita come le altre: «Sono già emozionato all’idea di tornare a giocare sul quel campo. Da voi sono stato benissimo. La piazza di Livorno è fantastica, incredibile, meravigliosa. Per me è la prima volta da avversario e penso anche l’ultima, perché a giugno vorrei smettere di giocare».
Ne è così sicuro?
«L’idea è quella, poi vediamo che cosa succede a fine campionato».
Torniamo a quel Livorno-Milan. Che ricordi ha di quel gol e di quella stagione in amaranto?
«Straordinari. Ho ancora i brividi addosso. Fu una giornata memorabile. Livorno era in festa. Ricordo anche che il martedì alla ripresa della preparazione Lucarelli mi disse: “Corra, non provare mai più a rubarmi un gol”. In effetti se andate a rivedere quella rete, fui più lesto anche di Cristiano. Lui chiaramente scherzava. Io capii subito di essermi ritagliato un posto importante nella storia del Livorno».
Altri tempi, purtroppo. Che effetto le fa vedere il Livorno in serie C?
«Fa male. Livorno come squadra e come città non c’incastrano nulla con la serie C, ma il calcio è fatto così: un paio di annate storte e ti ritrovi in una situazione inaspettata. C’è una cosa che fotografa bene il mio stato d’animo: tre anni fa partecipai alla festa della promozione in serie A giocando la partita tra le vecchie glorie amaranto e la squadra di Nicola che aveva appena vinto il campionato di serie B. Ora mi appresto ad affrontare il Livorno nel campionato di Lega Pro. Incredibile».
Che partita sarà Livorno-Pistoiese?
«Sul piano tecnico gli amaranto sono superiori a noi e sono reduci da una lunga serie di risultati positivi. Detto questo, noi per prima cosa dobbiamo non prenderle per poi indovinare qualche ripartenza. Questo è un giochino che ci riesce abbastanza bene anche dobbiamo essere più concreti rispetto alle ultime giornate».
Se dovesse segnare esulterebbe?
«Faccio una premessa. Trovo che la mancata esultanza dopo un gol segnato a una ex squadra sia una cavolata».
Però...?
«Però io con Livorno ho un legame speciale e ricordi indelebili per cui se faccio gol mi limito. Alzo le mani e basta. Tutto in modo composto perché ho grande rispetto per i livornesi».
Un rapido parere sul campionato. Primo posto già andato?
«Secondo me sì. L’Alessandria è troppo più forte di tutti».
Colombo. Ha detto che vuole smettere. Faccia un bilancio della sua carriera…
«Quando ero giovane vivevo il calcio in modo fin troppo scanzonato, come un divertimento. Forse avrei dovuto capire prima che si trattava di un lavoro. Poi quando ho toccato il fondo sono risalito. Sono ripartito dall’ultimo posto in serie D con il Tuttocuoio e ho capito molte cose. Avevo compagni di squadra che dopo l’allenamento andavano a lavorare e poi magari alla scuola serale. Quei due o tre anni nei dilettanti sono stati fondamentali. Ho capito quanto siamo fortunati noi calciatori e questa consapevolezza, abbinata al mio carattere estroverso e gioviale mi hanno allungato la carriera di cui comunque sono contento».
E poi quel gol...
«Ah beh, certo. Quel gol al Milan segnato con la maglia del Livorno nobilita tutta la mia carriera. Se ci penso di nuovo...».
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